Vorrei ritornare di nuovo sulla metafora del flauto, mettendo l’accento sul chi suona… il respiro di Dio. Questa metafora è stata in più parti del mondo riproposta, sempre con nuove forme ed emozioni:
Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c’è spazio da riempire.
Nella tradizione indiana, nel racconto di Gokul di Vrindàvan, quando Shri Krishna si metteva a suonare il flauto tutte le donne che stavano lavorando, le Gopis della casa, lasciavano qualunque lavoro, qualunque cosa, il latte che bolliva, un lavoro fatto a metà oppure finito, e sia che stessero mangiando o che stessero sedute in una qualunque posa, volevano solo alzarsi e correre verso quel flauto; e quando erano lì si fermavano come fossero in un quadro, nessun movimento del corpo, nulla, restavano ferme in piedi ad ascoltare con piena attenzione. Cos’era?

Egli non parlava certo, c’era solo il suono di un flauto, e tutte loro ferme ad ascoltare come in un quadro. Che cos’era? Il godimento che provavano, la gioia che sentivano dentro di loro, la gioia che sgorgava in loro grazie a quel flauto, stare lì ad ascoltare, solo questo. Che cos’è? E’ la sottile percezione della gioia, proprio come una meditazione.
E lì, il flauto disse “suono proprio perché sono cavo.“







davvero bella
….se mi è piaciuto l’articolo? Posso dire che leggendolo e ascoltando le parole pronunciate da Benigni ho provato “la sottile percezione della gioia”. Desideriamo diventare sempre più vuoti e cavi per poter, proprio come il flauto suonato da Shri Krishna, emettere melodie divine.
..siamo già degli strumenti divini, serve solo la consapevolezza di questo…ci serve solo l’accordo….e come fantastiche chitarre, suoneremo la gioia di vivere..
P.S.
Scusate, la mia anima rockettara ha avuto la prevalenza sullo strumento, spero mi perdoniate.
Un abbraccio a tutti
che dire l’articolo è bellissimo ,mentre lo leggevo ho immaggginato la gioia di quelle donne nel sentire il dolce suono del flauto di Shri Krishna e, bellissima è stata anche la risposta di lucia,davvero un bel desiderio che ci auguriamo tutti!! ciao !!