IL PARADISO PUO’ ATTENDERE?

Il Sogno di Jacob

Spero con queste parole di portare altre persone a scoprire un grande scrittore, Clive Staples Lewis, ed un romanzo ( o meglio una ricerca, un arrivo!) non molto conosciuto: IL GRANDE DIVORZIO. un sogno. L’autore è quello delle “Cronache di Narnia”, ma qui, invece di dare sfogo alla sua immaginazione, visto che la storia è ambientata in Paradiso, preferisce considerare questo un luogo dell’anima, che prende vita e consistenza nel momento in cui si sceglie….BENE O MALE?

Se accettiamo il Paradiso non avremo la possibilità di trattenere neppure il più piccolo ricordo dell’Inferno.”

Blake, Paradiso e Inferno

….Dunque non sono ammesse le sfumature…Ecco perché divorzio; è un’illusione pensare che ci siano tante verità, che Cielo e Abisso possano unirsi in varie combinazioni di colori…La separazione è totale; certo, si può commettere un errore, ma è sempre necessario imboccare di nuovo la strada che porta all’evoluzione, l’unica possibile.

Allora questo è il racconto delle scelte fatte; ai dannati viene concessa un’ultima possibilità…lasceranno gli Inferi; raggiunta l’anticamera celeste, tutte le anime si confronteranno con il bene e…e per lo più diranno di no, decideranno di tornare indietro. “Giù” non ci sono diavoli con forconi, no, l’Inferno è una città grigia, quella dove si è sempre vissuti! Immaginate la provincia americana; abitazioni isolate, molto distanti perché si litiga continuamente, così che ognuno si allontana dagli altri costruendosi una casa più in là. Si può ottenere qualsiasi cosa soltanto pensandola, peccato che quello sia un desiderio vuoto, inutile, visto che il tetto di una casa ottenuta così fa passare persino la pioggia!

Sicuramente si intravede che il Paradiso è un posto bellissimo, ma Lewis tratta principalmente di spazi sottili, interiori: il presente è la realtà dell’eternità, il salvato vedrà la sua vita precedente, anche i suoi errori, come un percorso di ascesa verso il Cielo, mentre il dannato sentirà di aver sempre vissuto all’Inferno!

Tutta l’attenzione è rivolta ai colloqui tra gli spettri e gli spiriti celesti che li interrogano per conoscere la loro scelta…Quanti modi per dire di no alla felicità, anche quando è così vicina…

C’è l’intellettuale a tutti i costi, quello che vuole continuare a ricercare anche quando la verità la sta già vivendo…la sua mente che non è stanca di lavorare riesce comunque a tenerlo fuori dalla realtà, insiste nel non voler credere…anche da morto…lui che in vita era stato un vescovo!

Spettro: “ Io sono ancora alla ricerca del Regno. Ma niente di superstizioso o di mitologico.”

Spirito: “Mi scusi. Dove si immagina di essere stato?”

Spettro: “Tu vuoi dire che la città grigia con la sua incessante promessa d’alba è, in un certo senso, il Paradiso, se solo abbiamo gli occhi per accorgercene? Questa è una bellissima idea.”

Spirito: “E’possibile che lei non riesca a capire dove è stato?Noi lo chiamiamo Inferno.”

Spettro: “Su, mio caro ragazzo, su. Questa è una tua interpretazione.”

E’ bellissimo essere messi davanti a tutte le invenzioni della mente, frutto dei ruoli che ci siamo appiccicati addosso, o delle scelte che abbiamo permesso alla società di fare al posto nostro. C’è però un’ultima possibilità, quella dell’innocenza…

Spirito: “Vi fu un tempo in cui lei faceva domande perché cercava risposte, ed era felice quando le otteneva. Torni bambino: lo faccia ora.”

Figurarsi! Troppo semplice…quasi ingenuo o addirittura infantile…

Poi incontriamo l’anima che non accetta di dover scegliere; non è mai stato abituato a questa eventualità…vede tutto come il risultato di un piano…l’apparente diversità per lui è una presa in giro, una fregatura.

Spettro: “Non salta fuori ogni volta che le due parti in causa in tutte le guerre sono manovrate dalla stessa industria d’armamenti?”

Spirito: “Che cosa preferirebbe fare qualora potesse scegliere?”

Spettro: “Chiedono a me di fare un piano. Perché dovrei farlo io per loro?

Dunque tutti hanno un motivo valido per rinunciare alla gioia, anche nascondendosi dietro i grandi sentimenti…come la madre che scambia l’istinto materno (quello che l’autore ci fa notare, prova qualsiasi animale) per amore, senza riuscire a vedere l’attaccamento, l’egoismo verso un figlio che non può essere suo; come pensare che possa appartenerci una persona solo perché la natura l’ha fatta crescere nel nostro corpo? L’amore deve essere inutile, esiste solo per gioirne…deve essere puro…mai scambiare il mezzo per il fine…

Spirito: “Vi sono già stati uomini che erano così interessati a provare l’esistenza di Dio che non si curavano affatto di Dio stesso…In ciò consiste la sottigliezza di tutti gli inganni.”

Letizia CortiniNon voglio però andare troppo avanti per non togliere a nessuno il piacere di leggere questo romanzo (che non sarà facile trovare ,ma basta ordinarlo!)

Non serve essere credenti per apprezzarlo; l’analisi che Lewis fa dell’animo umano è così lucida! Ed io credo sia fondamentale riuscire a “vedersi” come fa lui, perché così ci si ferma ad osservarsi, magari riuscendo a ridere anche di ciò che si è faticosamente raggiunto…Il filosofo Heiddeger diceva che bisogna vivere con l’idea della morte vicino…morte intesa come esistenza della fine in ogni cosa (o almeno di alcune cose!)…come la necessaria accettazione della contraddizione nell’esistenza umana…impegno e distacco…serietà e gioco….e forse come unico modo per essere messi continuamente di fronte alla scelta…come sola possibilità di alzare il velo dell’illusione e vivere così appieno.

Riferendosi ad un tale che si è preso troppo seriamente uno Spirito dice:

“Naturalmente se solo egli si fosse fatto una bella risata su se stesso, avrebbe potuto ricominciare come un bambino piccolo e penetrare nella gioia.”

con amore Marta Cristina…

 


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4 pensieri su “IL PARADISO PUO’ ATTENDERE?

  1. Grazie!..ho solo letto con passione Lewis…le immagini poi sono di Blake, che lo stesso Lewis stimava molto e di mia “sorella” Letizia Cortini…che io apprezzo particolarmente!

  2. Sei fortissima!!! Ho imparato a conoscere il fantasy teologico di Lewis e ho compreso il profondo legame che le sue opere hanno con la reale scelta che ciascuno di noi puo’ vivere nel quotidinao.

    Grazie per la tua appassionata relazione su quest’opera… nel mio piccolo, insieme ad un caro amico, stiamo cercando di tirarci fuori qualcosa da inscenare nell’oratorio della nostra parrocchia… spero tanto che il Signore illumini le nostre menti.

    Un abbraccio…

    Continua cosi’!

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