Sull’educazione

Il significato etimologico della parola educazione viene dal latino e-ducere che significa letteralmente “condurre fuori”, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. Per educazione si intende dunque il processo attraverso il quale la conoscenza, che è già in ciascuno di noi, “emerge” in noi. Tale conoscenza deve essere “condotta fuori” da noi tramite la maieutica.

Il termine maieutica, derivante dai termini greci maia (“madre”, “levatrice”) e téchne (“tecnica”), sta letteralmente per “l’arte della levatrice” e designa il metodo con cui Socrate aiutava i suoi discepoli a “partorire la verità”. Come la levatrice portava alla luce il bambino, così Socrate portava alla luce la verità dal discepolo.

Il metodo socratico o “maieutico” è un metodo dialettico d’indagine filosofica basato sul dialogo. Socrate è convinto che solo attraverso il dialogo filosofico è possibile far scaturire valori e verità comuni, cioè universali; nello stesso tempo egli non ha la presunzione di possedere queste verità e questi valori; egli sa soltanto, in questo senso, di non sapere e perciò ricerca e discute. Da qui l’ironia socratica, che non è rivolta soltanto contro coloro che si credono in possesso della verità, ma anche verso se stesso. L’ironia è la consapevolezza critica della non-assolutezza del proprio sapere da cui deriva il dubbio ma anche il vero sapere, che è superamento della propria limitatezza nella comprensione di ciò che accomuna tutti gli individui e consapevolezza dei valori che l’uomo porta in sé. Nel concetto della verità come ricerca e conquista personale risiede uno dei principi fondamentali pedagogia (scienza dell’educazione che si occupa della riflessione critica e della progettazione della pratica educativa): la vera educazione è sempre autoeducazione, ossia un processo in cui il discepolo, grazie all’opera del maestro, viene aiutato a maturare autonomamente dal proprio interno.

L’educazione va quindi distinta dall’istruzione, intesa come insieme delle tecniche e delle pratiche attraverso le quali un individuo viene istruito mediante insegnamento teorico o tecnico-operativo di nozioni di una disciplina, di un’arte, di un’attività. Tuttavia istruzione ed educazione possono fondersi quando l’insegnante cerca di favorire la comprensione autonoma da parte degli allievi, instaurando con loro un dialogo “esplorativo” e stimolando la loro creatività nell’apprendimento.

Il seguente estratto da IL PROFETA di Gibran Kahlil Gibran è esplicativo del possibile collegamento, se non addirittura identità, tra educazione ed insegnamento.

E un maestro disse:

Parlaci dell’Insegnamento.

E lui disse:

Nessuno può insegnarvi nulla

se non ciò che già sonnecchia nell’albeggiare della vostra conoscenza.

Il maestro che cammina all’ombra del tempio

tra i discepoli non elargisce la sua sapienza,

ma piuttosto la sua fede e il suo amore.

E se davvero è saggio,

non vi invita ad entrare nella dimora del suo sapere,

ma vi guida alla soglia della vostra mente.

L’astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi,

ma non può darvi la sua conoscenza.

Il musico può cantarvi la melodia che è nell’aria,

ma non può darvi l’orecchio che fissa il ritmo,

né l’eco che rimanda il suono.

E colui che è esperto nella scienza dei numeri

può descrivervi il mondo del peso e della misura,

ma oltre non può condurvi.

Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo.

E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio,

ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.


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5 pensieri su “Sull’educazione

  1. …cara Lucia spero che quest’articolo capiti sotto gli occhi di qualche insegnante!…in poche parole hai reso l’idea di quello che a scuola proprio non riescono a fare…a che serve erudire se poi non rimane l’amore per la cultura?

  2. E’ l’esatto contrario di ciò che succede nella scuola italiana. La scuola è formata oltre che dagli attori principali: insegnanti e alunni, da altre figure collaterali che comunque influenzano il flusso di informazioni: mi riferisco a genitori, dirigenti, operatori scolastici, amministratori locali e nazionali. Se la società non comprende la vera essenza della vita, la vera essenza della esistenza, non si incamminerà mai lungo il sentiero dell’evoluzione; occorre fare luce e chi possiede la luce deve accenderla a chi è al buio.

  3. Il tuo pensiero mi ha molto colpito. Ritengo che sia molto profondo.
    Le difficoltà che incontriamo ad educare i nostri figli dipendono, certamente, anche dal fatto che confondiamo l’istruzione dall’educazione.
    Posso aggiungere queste tue considerazioni nel mio libro dei pensieri?

    Orfeo

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