Estratto sul Cristo di Khalil Gibran da “I segreti del cuore”

Shri Gesù, W. Blake

Chi è raffigurato in questo ritratto?

Per me rappresenta Nostro Signore Gesù, come potrebbe vederlo il famoso scrittore ed illustratore libanese Kahil Gibran, magistralmente dipinto da Wiliam Blake. Chi di noi non rimane disorientato e sorpreso nel vedere racchiusi in un’unica forma perfetta un corpo vigoroso e forte che vibra benessere e potenza da tutti i pori, un volto splendente e raggiante, che emana freschezza ed armonica sicurezza ed uno sguardo talmente puro da mondare qualsiasi persona od oggetto sui quali si posi. Ma il figlio di Dio, come potrebbe essere se dovesse incarnarsi, se non così? Potrebbe mai colui che crea e disfa universi su universi a proprio piacimento, apparire a noi sotto le sembianze di un uomo fragile che passa la sua vita a soffrire e che ci comunica che anche noi in quanto “peccatori” più soffriamo e più ci avviciniamo al Creatore, più ci sentiamo in colpa e più siamo meritevoli, più piangiamo e più siamo nobili?

E se il paradiso non solo attendesse i più meritevoli dopo la morte, ma fosse già raggiungibile ora, in questa vita ed alla portata di tutti? Leggendo le parole di Gibran è come ascoltar da una scintilla divina il suono dell’incantevole musica della natura, che una sapiente orchestra esegue ogni istante, senza sosta dal “tempo dei tempi”. Se come lui anche noi chiniamo la testa, portiamo le mani al cuore e lo sguardo verso la madre terra, potremmo forse esser carezzati da una lieve brezza d’amore, che non aspetta altro che il nostro desiderio per prenderci per mano e condurci d’incanto lì dove vorremmo esser sempre stati, lì dove dovremmo esser sempre stati, lì dove veramente siamo, questo “lì” è “qui”, adesso.

In questi versi Gibran ci dice che il cuore dell’uomo è il tempio magnifico dove Dio ha riposto se stesso per permetterci di sentirlo e gioire di quest’unione, io condivido in pieno questa affermazione ed invito anche voi a percepire, non solo a livello mentale, la potenza di ciò, la grandezza del vostro Sè. Mettete la mano destra sul cuore e la sinistra aperta con il palmo rivolto verso l’alto, proviamo ad identificarci con la nostra vera essenza, sentiamo il battito del nostro Spirito, noi siamo lo Spirito. Ed ora portiamo questa consapevolezza più in alto, proviamo a pensare con il cuore, portiamo la mano destra sulla fronte e perdoniamo tutti, perdoniamo noi stessi e perdoniamo tutti i nostri pensieri. Come avrà fatto Gesù a perdonare anche quelli che gli hanno fatto del male? Lui sicuramente era al di sopra di tutto, poteva vedere il Cielo, ma forse ci voleva anche mostrare che la fonte da dove noi e Lui possiamo attingere assieme è reale, esiste quì, ora… portiamo la mano destra sull’osso della fontanella e lasciamo che il nostro desiderio di pace, di benessere, di unione con l’assoluto, si esprima pienamente… chiediamo tutto ciò…chiudiamo gli occhi.

Miracle Photo

Apriamo adesso le mani tutte e due con i palmi rivolti cerso il cielo ed ascoltiamo, si è risvegliato in noi qualcosa di immenso… ora perdiamoci nella meravigliosa lettura di questo brano tratto da “i segreti del cuore” di Khalil Gibran e lasciamo che ogni nostra fibra vibri con la musica celeste che la Madre Divina ha dedicato a tutti noi

Ogni anno, in questo giorno, l’Umanità si desta col ritorno della Primavera, e si raduna piangente ai piedi del Nazareno che soffre. Allora, essa chiude gli occhi e si abbandona ad un sonno profondo. Ma la Primavera resta desta, sorride e va avanti finché si unirà all’Estate che indossa un abito d’oro pieno di profumi.

L’umanità è simile alla donna dolente che ama piangere gli eroi ed i ricordi del passato … Se l’umanità potesse capire, si rallegrerebbe della loro gloria.

L’Umanità è come un fanciullo che ride vicino ad un animale ferito. L’umanità ride di fronte al torrente in piena che porta verso l’oblio i rami secchi delle piante e trascina con risolutezza tutto ciò che non è ben ancorato.

L’Umanità considera Gesù di Nazareth come un essere povero di nascita che ha sofferto miseria e umiliazione assieme agli altri miseri. E si ha pietà di Lui, perché l’Umanità crede che è stato crocifisso con dolore … E l’Umanità gli offre solo pianti, gemiti e lamenti. Per secoli l’Umanità ha adorato la debolezza nella persona del Salvatore.

Il Nazareno non era un debole! Era forte, ed è forte! Ma la gente si rifiuta di capire il vero significato della forza.
Gesù non ha vissuto una vita timorosa, né è morto soffrendo o lamentandosi… Ha vissuto da Maestro. E’ stato crocefisso come un Crociato. E’ morto con un eroismo che ha spaventato i suoi persecutori e assassini.

Gesù non era un uccello dalle ali spezzate. Era un’impetuosa tempesta che spezza le ali distorte. Non temeva né persecutori né nemici. Non ha sofferto davanti ai suoi assassini. Era libero, coraggioso e audace. Ha sfidato i despoti e gli oppressori. Ha visto le pustole purulenti e le ha estirpate … Ha imbavagliato il Male, ha schiacciato la falsità, ha soffocato la malignità.

Gesù non è giunto dal cuore del cerchio di Luce per distruggere le dimore umane e costruire sulle loro rovine conventi e monasteri. Non ha convinto l’uomo forte a farsi monaco o prete, ma è venuto su questa terra per propagare uno Spirito novello, con il potere di minare le fondamenta di ogni monarchia fondata sulle ossa e crani umani … E’ venuto per distruggere i palazzi maestosi, edificati sulle tombe dei deboli, per abbattere gli idoli eretti sui corpi dei poveri.

Gesù non ci è stato inviato per insegnare al popolo come costruire sontuose chiese e magnifici templi in mezzo a capanne fredde e fatiscenti e tristi tuguri … E’ venuto per trasformare in tempio il cuore dell’uomo, in altare la sua anima ed in sacerdote il suo Spirito.
Questa è stata la missione di Gesù di Nazareth, e questi sono gli insegnamenti per i quali è stato crocefisso.

Se l’umanità fosse saggia, sorgerebbe e canterebbe a squarciagola un inno di conquista e di trionfo.

Miracle Photo 2

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8 pensieri su “Estratto sul Cristo di Khalil Gibran da “I segreti del cuore”

  1. è vero,si sente come una lieve brezza sulle mani…io l’ho sentuta sopratuto sulla testa…è strano non so comme dire,ma qando leggevo il testo questa energhia omentava legermente!
    qualcun potrbe spiegarmi melio di che si tratta?
    grazie!
    Eliane

  2. scusatemi se devio dal testo, ma qualcuno potrebbe dirmi cosa rappresenta la foto con le due mani a coppa? e cosa viene tenuto fra le mani?

    ciao e grazie

  3. grazie, Antonella, per la tua risposta, perdona la forse eccessiva esigenza di puntualizzazione, ma la kundalini, che io sappia, è un’energia dentro di noi, giusto? Allora, in cosa si è manifestata la kundalini in quel caso? Tieni presente che non sto mettendo in discussione il miracolo, vorrei solamente approfondire.

    un abbraccio
    paola

  4. Miracolo sembra una parola grossa… semplicemente a volte le energie sottili, quali sono le energie messe in gioco dalla Kundalini, possono manifestarsi sotto forma di energie più grossolana (in questo caso la luce).
    Si possono spiegare fisicamente, partendo dall’assunto che queste energie sottili hanno una lunghezza d’onda infinitesimale, e grazie ad altri fenomeni fisici, possono manifestarsi in altre lunghezze d’onda (in questo caso nello spettro del visibile) per piccolissimi istanti che la macchina fotografica è in grado di riprendere.

    Spiegazione a parte, le foto sono qui per la loro bellezza,
    che spero impreziosiscano il contenuto dei post.

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