Piu’ lucido, con l’alcool!

L’alcool è stato creato per lucidare. E’ veramente ottimo per pulire i vostri vetri, dovreste usare il gin che è molto buono per i diamanti o cose del genere. E’ un lucidante, ottimo per tutto. La sua composizione è tale che dà lucentezza. Ora, Dio vi ha dato questo per farvi avere superfici pulite e lucide, se adesso cominciate a berlo, cosa dovrebbe fare? Non ha mai chiesto di berlo, ma se lo bevete, allora l’alcool luciderà i vostri intestini. Questa è la sua propria natura. Non ha nessuna idea di moralità, non potete incolpare l’alcool, perché laddove lo mettete lucida. Così luciderà ben bene anche il vostro fegato. E quando il fegato è lucido allora accade che il calore generato dall’alcool, che il nostro fegato ha l’incarico di espellere, passerà al vostro sangue poiché non potrà passare la barriera formata dal lucido. Si andrà avanti accumulando calore dentro di voi e così è spiegato come il vostro fegato vada fuori controllo, avrete problemi di fegato e vi sentirete storditi, nauseati. Inoltre il fegato ha anche il compito di purificare la vostra attenzione. Con l’alcool voi diventate orribili, intendo dire che diventate sempre arrabbiati, irascibili, “abbaierete” alla gente tutto il tempo, tutte cose tipicamente “fegatose”.

(Shri Mataji Nimala Devi, 3rd Public Program, Sydney, 27/3/81)

Shri Mataji ha chiaramente detto che il maggiore ostacolo che non permette alle persone di ottenere la Realizzazione del Sé e di stabilizzarla è l’alcool. E’ più pericoloso delle sigarette perché queste distruggono il corpo fisico ma l’alcool danneggia la consapevolezza umana, diminuendo così la possibilità di evolvere.

L’esperienza di Sahaja Yoga mi ha reso più tollerante, più aperto verso le altre culture e disponibile a rivedere le miei idee, sempre sperimentando tutte le affermazioni che via via incontravo. Da molti anni ormai, sono diventato, con gran sollievo per il mio fegato, “astenente” (non potendo essere astemio in quanto fin da piccolo sono stato “educato” alla non-cultura del bere). Ritengo giusto informare adeguatamente sui rischi che si corrono compiendo azioni fisicamente e psichicamente dannose, come lo è quella del bere, mantenendo comunque il rispetto verso chi crede ed agisce in maniera diversa dalla mia.

L’alcool è una sostanza tossica per l’organismo umano

Nella storia dell’umanità, l’alcool etilico rappresenta la più antica e la più diffusa sostanza psicoattiva d’abuso. L’alcool è preparato da secoli facendo fermentare o distillare carboidrati quali la canna da zucchero, la melassa, il grano, il mais, la frutta, le patate e addirittura il legno. Attraverso la loro fermentazione si ottengono bevande dalla gradazione alcolica non superiore al 15%. Per raggiungere concentrazioni più alte occorre un ulteriore procedimento: la distillazione.

In gran parte del mondo gli alcolici sono in libera vendita; il loro consumo è sollecitato da insistenti campagne pubblicitarie ed è all’origine di oltre il 50% degli incidenti stradali. È sicuramente la sostanza psicotropa direttamente responsabile dei maggiori danni alla persona, sia a livello fisiologico, che a livello psicologico.

La maggior parte dell’alcool viene metabolizzato nell’organismo, mentre una piccola parte viene eliminata nelle urine, nel sudore e nell’aria espirata. Il metabolismo comincia già nello stomaco ma per lo più avviene nel fegato. L’alcol agisce direttamente sui neuroni e sul sistema nervoso centrale.

L’organismo di una persona che usa o abusa abitualmente di alcool è un organismo minato. L’alcool viene infatti assorbito rapidissimamente dal corpo, attraverso il sangue, e trasformato dal fegato per circa il 90% della quantità assunta. Le tossine, sotto forma di metaboliti, restano all’interno di vari apparati ed organi del corpo, danneggiandoli irrimediabilmente.

Ogni anno sono attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di alcool: il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi ed il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche.

In tutta Europa, l’alcool collegato alla guida rappresenta attualmente la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare, l’alcool è responsabile di circa il 50% degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali.

Ogni anno in Italia i decessi per causa connessa al consumo di alcool (cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali) sono 40.000.

Non è vero che l’importante è non abusarne

Il termine “uso/abuso” per l’ alcool, l’ eroina, la cocaina, l’ lsd, l’ ecstasy, la marijuana, l’ hashish, le anfetamine, ecc., non ha ragione d’essere, perché si tratta di sostanze psicotrope, ovvero di  droghe. Dunque la differenziazione tra i termini “uso e abuso” di tali sostanze non ha senso: il loro semplice uso è sufficiente a provocare nell’assuntore pericolose modificazioni fisico-percettive e psicologiche di variabile intensità e durata, che possono portare a tragiche conseguenze anche alla prima assunzione per effetti diretti o indotti.

L’alcool è una droga, quindi una sostanza tossica e, come tutte le sostanze tossiche, ha effetti diversi a diversi dosaggi. I suoi effetti sono paragonabili a quelli di qualsiasi altra droga perché, al pari delle droghe, agisce sul Sistema Nervoso Centrale, crea dipendenza psico-fisica, assuefazione e disturbi comportamentali anche molto gravi.

La dipendenza dall’alcool è tra le più insidiose da individuare e debellare: è una sostanza legale ed il suo uso è socialmente tollerato. Gran parte dei consumatori non si rendono neppure conto di essere diventati dipendenti dall’alcool. Al pari di altre droghe, infatti, l’alcool è usato per distaccare la mente da un problema o da un disagio, a volte per l’ incapacità da parte dell’individuo di confrontarsi con situazioni o emozioni sgradevoli o dolorose o per affrontare problemi relazionali, per mancanza di autostima.

L’alcool, come le droghe in genere, blocca, alterandoli, i meccanismi cerebrali, fisici ed emozionali delle persone, in quanto ha effetti anestetizzanti. Prima di avvertire la necessità di usare un anestetico da parte di una persona, generalmente alla base c’è una situazione di sofferenza fisica o psicologica.
La causa di tale sofferenza può risiedere in  problemi che causano infelicità e dolore fisico vero e proprio: difficoltà o fallimenti scolastici, amorosi, lavorativi, familiari, eventi traumatici e postumi d’incidenti di varia natura.

Un ragazzino su 7 si procura un’intossicazione tale da finire in ospedale

E’ il quotidiano Berliner Morgenpost a rivelarlo, dopo che l’Istituto berlinese per la prevenzione dell’alcolismo ha pubblicato i risultati di un recente studio condotto osservando i comportamenti e le abitudini della popolazione giovanile compresa tra i 12 e i 15 anni di età. Comportamento che viola il divieto di assumere alcolici. Inoltre, il 10% di loro ne fa uso più volte nell’arco di una settimana. Ancora più grave il fatto che ad essere coinvolti sempre più sono i ragazzini: non solo quelli “sbandati”, ma anche i giovani seguiti dalle famiglie, educati ed appartenenti alla borghesia. Il 53% dei ragazzi vorrebbe che la legge fosse meno severa in materia di alcolismo. Altro dato sorprendente è che la maggior parte di questi ragazzi si stordisce bevendo fino a perdere i sensi. Sebbene i 3/4 di questi giovani non vanno oltre una bevuta “saltuaria”, 1 ragazzino su 7 si procura una intossicazione tale da finire in ospedale in coma etilico e oltre il 30% degli intervistati conosce personalmente individui che sono stati ricoverati a causa dell’abuso di alcolici. Il contatto con l’alcool avviene principalmente durante le feste scolastiche, con i compagni e purtroppo spesso anche nell’ambiente familiare. I genitori, giocano un ruolo decisivo nelle abitudini dei figli. Il problema è che gli adulti spesso ritengono sia più importante iniziare i ragazzi gradatamente all’alcool piuttosto che informarli sui pericoli.

Una donna incinta su due fa uso di alcool

Ogni anno, riferice il Der Spiegel nascono 10.000 bambini con patologie congenite dovute all’alcool, oltre 4000 di loro riportano danni permanenti gravi. Il motivo è semplicemente agghiacciante: una donna su due in Germania fa uso di alcool in gravidanza. I dati riferiti dal settimanale sono sconcertanti: il 58% delle future mamme in Germania, visitate nelle cliniche, sono positive al test dell’alcool e hanno ammesso di bere birra e liquori. Sabine Baetzing, responsabile del dipartimento antidroga e prevenzione alcolismo, ha riportato i dati al noto giornale aggiungendo che la sindrome alcolica fetale rappresenta uno dei maggiori pericoli per i nascituri. Inoltre l’alcool è due volte più pericoloso della droga nello sviluppo di malattie congenite come la sindrome di Down. Quattro bambini su cinque affetti dalla sindrome alcolica fetale condurranno una vita difficile e a volte molto breve. I sintomi variano dalle difficoltà motorie e psichiche dei bambini che peggiorano nello sviluppo a volte gravemente. La Baetzing ribatte: “Un consumo abituale di alcoolici durante la gravidanza è inammissibile”. Il feto ne viene completamente intossicato. Il dipartimento antidroga e prevenzione alcolismo critica il comportamento di molti medici che non informano opportunamente le gestanti sul rischio che si corre bevendo vino, birra e liquori regolarmente.

La non-cultura del bere

Spesso si fa uso del termine “uso consapevole del vino” come se l’assunzione moderata di alcool fosse un’ “arte di vivere”, come se esistesse veramente una cultura del bere. In realtà se provate ad osservare delle tipiche scene, in qualsiasi enoteca, noterete forse un qualcosa di grottesco, che, oserei dire, rasenta il ridicolo: Migliaia di differenti bicchieri, di ogni tipo, per bere una bevanda che è in decomposizione da anni; gesti tutti uguali, calcolati, studiati a suon di migliaia di euro. (questo è il costo per un corso da sommelier). Ed ora si vorrebbe ridicolizzare anche l’acqua, proponendo la stessa “cultura” per questo liquido sacro che è alla base della vita.

I produttori di vino vorrebbero farci credere che questo è un vero e proprio alimento che, consumato con moderazione all’interno di una dieta equilibrata, produce effetti benefici sulla salute. Le poche serie analisi sui danni dell’alcool non sono pubblicizzate a dovere dall’informazione pubblica, mentre l’unico risultato sugli effetti benefici del vino rosso sul cuore, viene sbandierato ai quattro venti. L’effetto protettivo, però, in realtà non sarebbe dovuto all’alcool, ma ad altre sostanze presenti nel vino, in particolare i pigmenti colorati. Queste sostanze sono riccamente presenti in natura, in particolare nei succhi di frutta (arance, mirtilli, lo stesso succo d’uva), per cui uno che volesse avere i benefici dei flavonoidi ed evitare i rischi dell’alcol saprebbe bene come fare. Ad ogni vendemmia gli organi di informazione suonano gratuitamente la gran cassa per questo business senza considerare i danni economici che il vino provoca in termini di salute e di produttività.

Elogiando un consumo di qualità in realtà si cerca di attrarre nuovi consumatori, di abituarli ad assumere questa droga. Un nuovo bevitore con il tempo  inevitabilmente aumenterà il suo consumo. Addirittura c’è una campagna governativa in Italia, “vino e giovani“, per aumentare l’informazione sulla “cultura” del bere tra i giovani sotto i 30 anni.

L’alcolismo

L’alcolismo è una grave forma di dipendenza, è una minaccia per la vita e spesso porta alla morte, specialmente come causa di malattie del fegato ed emorragie interne. Ci sono anche altri rischi di morte derivanti dall’assunzione di alcol, come gli incidenti o il suicidio.

L’alcolismo è riconosciuto come uno dei più gravi problemi della salute pubblica. Negli Stati Uniti è al terzo posto per mortalità dopo le malattie cardiache e il cancro. I problemi di salute ad esso collegati costano alla comunità molti miliardi ogni anno.
L’alcolismo, inoltre, non danneggia soltanto l’alcolista: altre persone sono colpite dai suoi effetti in casa, sul lavoro o sulla strada.

E’ interessante che molte persone che si considerano dei moderati bevitori si stupiscano di ritrovarsi nella classificazione degli alcolisti, che ha tenuto conto degli aspetti sociali, psicologici e medici del bere, divisa in cinque diverse categorie:

  1. Bevitori alfa: consumatore che beve per disinibirsi, per allentare i propri freni.
  2. Bevitori beta: bevitore occasionale.
  3. Bevitori gamma: in questa categoria rientrano coloro la cui caratteristica centrale è la perdita di controllo. Sono soggetti che possono anche astenersi dall’alcol, ma nel momento in cui ne iniziano l’uso lo fanno in modo incontrollato.
  4. Bevitori delta: è l’etilista soggetto a crisi di astinenza. Spesso necessitano di ricoveri in ospedale a causa delle complicazioni organiche e delle crisi di astinenza, ma tornano a bere non appena dimessi.
  5. Bevitori epsilon: il soggetto è un bevitore episodico, con periodi di eccesso (per es. sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend). Comprende anche quei soggetti che possono astenersi dal bere anche per lunghi periodi, poi improvvisamente ricominciano in modo incontrollato. I sintomi fisici durante l’astinenza da alcol sembrano essere uguali a quelli sperimentati nella fase di astinenza dall’eroina.

L’alcool e le religioni

L’uso continuativo di bevande alcoliche determina un cambiamento nella persona, una vera e propria trasformazione dei tratti della  personalità e del carattere. Con il tempo, l’alcool si manifesta in tutti i suoi aspetti, anche comportamentali:

– l’umore può cambiare repentinamente;
– si hanno difficoltà o assenza di comunicazione;
– si avverte una diminuzione del senso di responsabilità;
– si ha aspetto trascurato;
– si avverte una incapacità di concentrarsi;
– si soffre di ansia;
– si soffre di insonnia;
– si avverte un desiderio incontrollabile di bere;
– si soffre di irascibilità;
– si soffre di aggressività;
– si avverte una noncuranza verso tutto ciò che è intorno, negli affetti e nei rapporti sociali in genere;
– si soffre di una tendenza ad isolarsi e a chiudersi in se stessi;
– si soffre di depressione e sensi di colpa.

Tutti i grandi santi del passato hanno detto che l’alcool è molto pericoloso. La ragione è che lavora contro la nostra consapevolezza, questo è un dato di fatto, sappiamo che dopo aver bevuto perdiamo la nostra lucidità, diventiamo confusi o eccitati. Inoltre l’alcool è pericoloso perché danneggia il fegato, l’organo che controlla la nostra attenzione; inoltre la sua funzione disinibitoria non ci consente di rispettare spontaneamente tutte le buone norme di comportamento che sono alla base di tutte le religioni.

In India il consumo di alcolici è disapprovato da tutte le varie comunità religiose locali:

“Un coccio pieno di nettare o un recipiente d’oro pieno di vino? Pensa un momento e decidi cosa sceglierai”

(Tukaram)

“Anche se il vino fosse fatto con l’acqua del sacro Gange , O santi, non bevetelo.”

(Ravidas, Guru Granth, p1293)

“Coloro i quali sono illusi dai piaceri sensuali e gioiscono del vino sono corrotti.”

(Kabir, Guru Granth, p335)

“Cannabis e vino svaniscono la mattina seguente, ma l’intossicazione del nome del Signore rimane giorno e notte, per sempre.”

(Guru Nanak, Guru Granth )

“Colui il quale ha conosciuto questo nettare (le benedizioni divine) come può ancora amare il vino del mondo?”

(Guru Nanak, Guru Granth , p360)

Anche nelle varie comunità mussulmane il consumo di alcolici non è tollerato:

“Loro ti chiedono sul vino e sui giochi d’azzardo; dicono: entrambi sono peccati ma anche vantaggio per gli uomini, ma il peccato è maggiore della loro utilità.”

(Corano 2:219).

Un discorso a parte va fatto per le comunità cristiane. Nella bibbia si fa riferimento al miracolo fatto da Gesù durante le nozze di Cana. Ma molto probabilmente c’è stato un errore di traduzione.  Potreste immaginare il Signore Gesù che ci forniva di un qualcosa che diminuisce la consapevolezza, che conduce l’essere umano verso il degrado fisico e psicologico?

La parola per indicare il vino in ebraico è  ‘yaayin’, per succo è ‘mitz’, per uva è ‘ahnavim’. Così per indicare succo di uva nell’ebraico moderno si dovrebbe utilizzare il termine  ‘mitz ahnavim’. Questa differenziazione è stata sviluppata sono nell’ebraico moderno. 2000 anni fa non c’era nessun riferimento al succo di uva, la procedura di fermentazione era molto meno sofisticata di quella odierna ed ogni succo di uva, fermentato o meno, era indicato come ‘yaayin’. Ai nazareni era proibito bere alcool e per questo è estremamente probabile che Gesù, chiamato appunto il Nazareno, non bevesse. La tradizione pagano-religiosa di bere alcool è stata successivamente introdotta pragmaticamente dai primi cristiani europei per non proibirla completamente.

Gli antichi conoscevano un succo d’uva mantenuto non alcolico tramite la bollitura, che arrestava la fermentazione. In alcuni casi la bollitura si prolungava fino ad ottenere l’evaporazione di gran parte dell’acqua, fino a ridurlo ad una pasta sciropposa. In questo modo la conservazione era garantita e l’uso era possibile attraverso una successiva diluizione. È probabile che questa modalità di conservare e usare il succo d’uva fosse più diffusa di quello che si pensi.

Può sembrare strano che nell’ebraismo a un alimento così potenzialmente dannoso sia stato dato un ruolo sacro. Centinaia sono i riferimenti al vino nell’antico e nel nuovo Testamento. La parola “yayin”, con la quale viene indicato il succo di uva fermentato, compare oltre 140 volte nell’antico Testamento. Secondo la tradizione ebraica bere è consentito, purché il vino sia puro, ossia preparato secondo i riti kosher. La Pasqua è celebrata col succo di uva, che inizialmente non doveva essere fermentato. La Pasqua è osservata attraverso i simboli del pane e del vino. Così come la fermentazione anche il lievito, data la sua tossicità, assume un connotato negativo, associabile con il peccato.  I simboli della Pasqua dovevano essere perfetti come era Gesù Cristo.

2 Ottobre Giornata Mondiale senza alcool

La proposta avanzata dall’India all’Organizzazione Mondiale della Sanità, di scegliere il 2 di ottobre come Giornata Mondiale senza Alcool, ha ricevuto il supporto di tutti gli undici stati del Sud Est asiatico, ed è stata accettata dall’Assemblea dell’OMS proprio quest’anno intorno a Maggio. La proposta era pervenuta lo stesso giorno in cui tutti i 193 stati membri dell’Oms avevano firmato una risoluzione per ridurre i danni causati dall’alcool. L’OMS è impegnata a sviluppare, nei prossimi due anni, una strategia globale sull’alcool. Gli Stati membri hanno anche posto l’attenzione alla connessione tra alcool e violenze domestiche, ai rischi del consumo di alcool per le donne incinte, alla sicurezza stradale. L’OMS stima l’alcool direttamente responsabile del 4% dei decessi che si verificano ogni anno nel mondo. L’India, dove l’età media dei consumatori di alcool si è abbassata di nove anni nell’ultima decade, sta anche preparandosi a lanciare la prima Politica Nazionale contro l’Alcool. La scelta del giorno è demandata al voto finale dell’Assembly’s Executive Board nel gennaio 2009.

Conclusioni

Emaneremo innanzi tutto una legge per cui i giovinetti, che ancora non abbiano compiuto i diciotto anni, non debbano assolutamente gustare vino, insegnando che non bisogna versare fuoco sul fuoco del corpo e dell’anima.

Platone

Il vino è principalmente una potenza occulta. La maggior parte dei suoi effetti non è già negli eccessi visibili a cui si abbandonano i pochi; è nella diffusione grandissima di una temperanza corrotta, di una ubriachezza nascosta, costante, regolare, che ci gira attorno continuamente e che continuamente incontriamo faccia a faccia senza riconoscerla… Ed è naturale che non si scopra, poiché l’uomo confessa francamente l’orgia di una notte, ma nasconde con cura gelosa, tra le pareti della sua casa, l’abuso di tutti i giorni.

Edmondo De Amicis

L’alcol è una sostanza che uccide ciò che è vivo e conserva ciò che è morto.

Miguel Zamacois

All’inizio tu ti bevi un bicchiere, poi il bicchiere si beve un bicchiere, poi il bicchiere si beve te.

Francis Scott Fitzgerald

Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcool o la morfina o l’idealismo.

Carl Gustav Jung

Riferimenti:

Acqua & Sapone, Ottobre 2008

http://www.alcolisti.org

http://sahaj-az.blogspot.com/search/label/Alcohol

http://it.wikipedia.org/wiki/Alcolismo

– World Health Report, Organizzazione Mondiale della Sanità, Rapporto 2002

http://www.alcoldrogalegale.com/danni-alcol.htm

Cinque fatti su alcol e salute

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13 pensieri su “Piu’ lucido, con l’alcool!

  1. Un articolo che sfata le presunte doti dell’alcool.
    Vorrei aggiungere una mia esperienza personale.
    Io non sono mai stato bevitore di nessun tipo di bevanda alcolica, e questo grazie alla mia famiglia.
    Dopo aver preso la realizzazione, volli sperimentare consapevolmente gli effetti dell’alcool su di me.
    Ebbi l’occasione di farlo quando per un periodo sofrii di un disturbo digestivo (passeggero).
    Provai allora delle dosi molto piccole di “limoncello”, che come tutti sanno è un potente alcolico nonchè digestivo.
    Prima di iniziare questa esperienza percepivo le vibrazioni (fresco-caldo) sulle mie mani piuttosto bene.
    Nel giro di due settimane, assumendo piccolissime dosi di limoncello alcolico, le vibrazioni cessarono. Non potei più percepire le vibrazioni! Ciò vuol dire che il sistema nervoso centrale era stato già offuscato, e che la sostanza alcoolica aveva obnubilato la mia consapevolezza vibratoria-sottile!
    In sole due settimane..
    Dopo aver interrotto l’assimilazione di alcool, la percezione vibratoria tornò in due-tre settimane circa.
    Spero che ognuno che abbia a cuore il proprio discernimento, e la sua salute psico-fisica comprenda questo meccanismo di blocco dell’alcool con tutte le conseguenze che ne derivano.
    Un caro saluto a tutti.

  2. Un lucidissimo articolo sull’uso delle parole “Alcool” e “vino”, “birra” o “grappa”

    Come titolano i nostri giornali? Se l’argomento è trattato in positivo, la sostanza viene chiamata “vino”, “birra” o “grappa”; se però si evidenziano dei problemi viene chiamata “alcol”. Sembra un dettaglio, ma capiremo che questo ha un grande significato. Allo stesso modo su internet: se impostiamo la parola “alcol” (o “alcool”) troveremo pagine che parlano di risse, violenze e incidenti; se invece cerchiamo la parola “vino” o “birra”, ne troveremo altre riferite solo a benefici, piaceri, feste e allegre occasioni turistiche!

    Chi, guidando in stato d’ebbrezza, investe un’auto uccidendone gli occupanti – come chi bevendo si espone inconsapevolmente a rischi per la sua stessa salute –, ha assunto “vino” o “birra” o “grappa”: non avrebbe, insomma, bevuto “alcol”! Proviamo a pensare in senso contrario, immaginando titoli di giornali come: “Strage sulle strade: il problema è il vino”, oppure “Bere vino fa venire il cancro al seno”. Sono verità che darebbero troppo fastidio e allora devono restare immaginabili ma non proponibili. Vedremo perché.

    http://www.stampalternativa.it/wordpress/2009/09/23/vino-e-bufale-in-principio-ce-lalcol/

  3. Alla Fiera di Verona, dall’8 all’11 Aprile, si svolgerà l’edizione 2010 di “Vinitaly” lussuosa fiera di promozione del vino.
    Nel pomeriggio del giorno 10, sempre a Verona, viene organizzata una manifestazione alternativa altrettanto significativa dal titolo “Vinoebufalitaly, gli altri volti del bicchiere”. L’evento è ispirato al libro di Baraldi e Sbarbada “Vino e bufale, tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche” (Stampa Alternativa, 2009) e si propone di rendere visibile ciò che lo sfarzo di Vinitaly tende a oscurare e divulgherà il Manifesto per la corretta informazione su vino, alcolici e salute, sottoscritto dai più autorevoli professionisti di questa materia. Sei punti tosti e secchi:

    1) Il vino e le altre bevande alcoliche non hanno mai effetti positivi per la salute.

    2) Le bevande alcoliche sono la prima causa di morte per i giovani europei tra i 15 e i 29 anni.

    3) Il vino e le altre bevande alcoliche sono la seconda causa evitabile di cancro dopo il fumo di sigaretta. Per numerosi tumori il rischio aumenta significativamente già con uno-due bicchieri al giorno.

    4) In Italia il vino è la bevanda alcolica più consumata ed anche quella che maggiormente contribuisce a determinare rischio e danno alla salute della popolazione.

    5) Dal punto di vista economico il vino e le altre bevande alcoliche rappresentano per il nostro Paese non un affare ma un costo. Per ogni euro legato al giro d’affari lo Stato ne spende almeno due.

    6) Il coinvolgimento dei produttori di bevande alcoliche e delle industrie collegate in programmi di educazione è inaccettabile in quanto il loro supporto, diretto o indiretto, può essere visto come un tentativo di promuovere i consumi anche attraverso la prevenzione, enfatizzando il bere “responsabile e moderato” e negando il rischio assoluto del consumo degli alcolici.

    Nell’evento sarà presentato anche un Manifesto di impegno di professionisti e cittadini, per promuovere la salute in campo alcologico in modo del tutto indipendente. Verrà evidenziato e dimostrato che il problema investe tutti e se nel mondo patinato di Vinitaly si vogliono mettere al centro le emozioni positive del bere, si sappia allora che queste emozioni sono fatte molto spesso di dolore e di lacrime.
    – – –
    VINOEBUFALITALY GLI ALTRI VOLTI DEL BICCHIERE
    c/o ACAT Verona Est – Piazza Frugose 7/b VERONA Sabato 10 Aprile 2010 ore 16.30

  4. Credo che al giorno di oggi non esiste famiglia italiana che non abbia problemi sia moderati che pesanti relativi all’atto del bere. direttamente o indirettamente tutta la popolazione italiana è inciampata in questo problema perchè le radici sono piuttosto forti e antiche. Per esempio TUTTE le persone che io conosco a partire dalla mia infanzia sono coinvolte in questa maya a vari livelli.

  5. Salvo che al sottosegretario andrebbe anche spiegato che la droga più pericolosa consumata in Italia non è tanto la demoniaca bustina bianca dei suoi spot, ma i milioni di bottiglie di alcol che arredano la vita degli italiani, intasano gli spot, i film, le città. Ogni anno in Italia muoiono 40 mila persone per cause collegate all’alcol. E ne muoiono 500 per tutte le altre droghe, eroina, cocaina, eccetera.

    Secondo l’Istat ci sono 3 milioni di bevitori a rischio e 1 milione di alcolisti duri. Eppure dell’alcol si parla malvolentieri, non solo per abitudine culturale o interesse.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/ne-uccide-piu-lalcol-che-la-droga/96426/

  6. L’alcol è un solvente, usato come bevanda produce un’azione di separando, divide il corpo emozionale-mentale dal corpo fisico-vitale in basso e dall’anima celeste in alto, per cui l’attenzione del bevitore inconsapevole si ritrova isolata e reclusa nell’astrale inferiore, kamaloka e per di più con un corpo debilitato. La cultura e l’orgoglio del vino nel nostro ed in altri paesi sono probabilmente o piaghe karmiche di eventi prevaricanti passati o strategie di condizionamento ben riuscite da parte dei gruppi di potere.
    Il vino di Noè ed il vino delle nozze di Cana,di cui si parla nel contesto dell’articolo, hanno significati ben diversi dal succo fermentato d’uva, vanno piuttosto assimilati ad altre bevande epiche, ad esempio l’Amrit o il Soma.

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