La mia India

India 2008-2009 235Sono ormai alcuni anni che ho la possibilità e la fortuna di assorbire e gioire della cultura indiana, ma in India ancora non c’ero riuscita ad andare prima dello scorso dicembre. Le aspettative erano tantissime, i racconti degli amici tutti diversi; trovo che viaggiare sia poi particolarmente bello non tanto per i posti quanto per le persone che incontri. Sei disposto ad aprirti al nuovo, ad assorbire le qualità degli altri mentre la distanza ti rende capace di guardare i vizi del tuo Paese, che spesso sono anche i tuoi! Comunque con mio marito abbiamo preso contatto con dei ragazzi indiani per avere un punto di riferimento al nostro arrivo e non sentirci troppo spaesati.

La prima cosa che abbiamo imparato: chiedere un favore ad un indiano significa nella maggior parte dei casi farsi un amico, un fratello per la vita. Queste persone non ci conoscevano minimamente ma si erano organizzate in un gruppo che ci ha amorevolmente seguito dal primo all’ultimo giorno della nostra avventura. C’era chi si era reso disponibile ad ospitarci, chi ad accompagnarci in giro, chi ad occuparsi unicamente dell’esaudire i nostri più piccoli desideri! Un incredibile mix tra un’organizzazione perfetta, manageriale, degna dei migliori tour operator, ed una sollecitudine fraterna, un profondo desiderio di rendere felice l’altro. Dirò di più: per loro l’ospitalità è per certi versi un concetto opposto al nostro: infatti, mentre per noi significa far sentire l’altro a casa sua, lì ti considerano assolutamente speciale, una guest star da trattare con il massimo riguardo.

E quella stessa, straordinaria gentilezza, la puoi trovare negli occhi  delle persone che percorrono  a migliaia le strade India 2008-2009 303di Bombay. Si tratta per me dell’unico caso di folla in cui non mi  viene il mal di testa, non ti senti estraniato, ma anzi al sicuro; nessuno ha fretta (benchè ci vogliano anche due ore di un traffico assurdo per andare da un quartiere all’altro), sembrano pure loro turisti in vacanza, perchè nessuno procede a testa bassa, incroci per lo più sguardi sorridenti. E’ difficile vederli girare soli, chiacchierano continuamente tra di loro o al telefono (indispensabile per uno stile di vita così collettivo) oppure non vedono l’ora che tu chieda un’indicazione ( si fermano in cinque per risponderti) per attaccare bottone con uno straniero. Diciamo che i film di Bollywood sintetizzano bene alcune loro caratteristiche: pazzi per la musica, per la gioia da esprimere in collettività, romanticoni ed innocenti come potevano essere i nostri film d’amore di 50 anni fa!

Mai mi sono sentita così tranquilla, serena in un paese così diverso dal mio; il loro livello di accettazione dello straniero, del diverso, è incredibile, almeno pari alla loro curiosità. Non erigono nessuna forma di difesa, forse perchè non hanno granchè da difendere rispetto a noi, non hanno atteggiamenti diffidenti  e la loro innocenza è per lo più disarmante e a torto fraintesa con ingenuità. Allora forse “l’apertura mentale” è spesso frutto più della spontaneità che non della nostra “cultura”  molto libresca.

India 2008-2009 190La povertà, le baraccopoli, che di certo non passano inosservate, non riescono però a toglierti il sorriso: mentre appena arrivata in Brasile ho sentito un’atmosfera molto pesante ed ho pianto vedendo bambine prostitute, soprattutto per i lori occhi completamente spenti, spacciatori e protettori ad ogni metro, seduti magari vicino a poliziotti…Mi sono allora resa conto che quello che fa più male è la perdita di dignità di quelle persone, della fiducia in sè stessi. In India, e ci è stato confermato da loro stessi, la povertà non abbrutisce, non toglie loro umanità.  Certo sono sicura che esista anche l’India di “The Millionaire” (film straordinario!); traffici, violenza ecc; credo però che il regista , forse perchè europeo, non abbia colto molto la sensibilità indiana e il modo in cui  riescono ad elevarsi anche da situazioni così pesanti. Da una capanna di sterco secco vedi uscire donne dal sari sgargiante, abito che tra l’altro dona un portamento nobile ed elegante, forse perchè è lungo e molto pudico,  i capelli raccolti e curati con l’olio, lo sgurdo reso più profondo e fiero dal kajal, braccia tintinnanti di bangles ( i braccialetti di vetro che annunciano la presenza femminile). Sembra che camminino su un tappeto visto che sono sempre impeccabili, mentre io ero continuamente impataccata da questa terra che o è molto morbida, fangosa quando piove, o leggera, fine, polverosa.

La terra…mai ho visto un paese dove la Natura fosse così generosa per colori, profumi  e la bellezza di una terra rossa, India 2008-2009 115meravigliosa, che appare forte, non piegata dall’uomo, ma ancora emanante vibrazioni. E stranamente  gli Indiani non sembrano molto consapevoli del problema dell’inquinamento e della sporcizia, pur amando molto la loro terra. Quando abbiamo accennato all’argomento ci abbiamo messo un pò a far capire cosa intendevamo; forse questo tipo di sensibilità si acquista solo dopo secoli di industrializzazione o forse l’occidentalizzazione non gli si addice molto. E si che si sente tra i ragazzi: le pubblicità le fanno fare solo ai più chiari di carnagione (al nord sono  per lo più olivastri), esistono creme per la pelle sbiancanti e soprattutto una donna bianca, nelle zone non turistiche, può provare l’ebrezza delle star di Hollywood. Bionda, riccetta, occhi azzurri, insieme ad una amica finlandese, eravamo parecchio osservate delle adolescenti che si incantavano al nostro passaggio; le più audaci ci chiedevano foto insieme ma anche solo di parlare o poterci toccare i capelli! Gli uomini ed i ragazzi erano super rispettosi ed  alcuni, finchè non ci siamo conosciuti meglio, mi parlavano solo in presenza di mio marito (roba da altri tempi) e dopo chiamandomi didì (sorella).

India 2008-2009 109E’ un mondo un pò diviso tra maschile e femminile, ognuno ha sviluppato le proprie caratteristiche, sensibilità, anche tipi di vestiti (non esiste proprio il concetto di unisex, uomini  e donne uguali? casomai meravigliosamente complementari). E uno dei campi dove si sono più concentrati è quello delle Arti; musica, canto, danza sono elementi imprenscindibili di un’educazione tradizionale, educazione alla bellezza, alla creatività che poi traspare nella loro mancanza di volgarità, in animi tanto sensibili, raffinati che oscurano facilmente una povertà che comunque dalla maggiorparte non è sentita come un’onta.  L’uomo nobile è capace di elevarsi al di sopra del mondo (ovviamente non sto parlando di chi muore di fame che difficilmente può concentrarsi sulla propria ascesa spirituale!); uno dei passi del fedele induista e dello yogi è quello della completa e consapevole rinuncia a i desideri e passioni materiali. Ed è proprio questa forte pulsione spirituale che  senti pervadere ogni molecola, ogni granello di polvere di questa incredibile e materna India.

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11 pensieri su “La mia India

  1. Una bellissima esperienza.
    La differenza che hai notato tra povertà, ma con dignità e sfruttamento è palese.
    Una persona può essere povera, ma è comunque un essere umano non un “oggetto”.
    E poi, l’India è magica….:)

    Namaste.

  2. Un ‘autentica descrizione di questo magico paese. Leggendo questo articolo sembra quasi di percepirne i suoi odori, i sapori e i suoi fantastici colori ma sopratutto i suoi eterni valori. Un belllissimo viaggio con la fantasia.
    Grazie Marta!

  3. Hello,

    Mi chiamo Anindya, sono indiano.
    I found your blog through a post by one of my Italian friends on Facebook, Elisabetta.🙂

    Although I do not know enough Italian to understand properly what you wrote, but I can feel that you wrote quite beautifully about India. Being an Indian, it gives me much pleasure🙂

    I wish you the much peace and happiness🙂

    Un caro saluto,
    ~Anindya~

  4. Ciao Marta Cristina, volevo ringraziarti per questo bellissimo post, è uno dei miei sogni conoscere l’India e grazie a quello che hai scritto ho fatto già un bel viaggio immaginario. Grazie!
    Namastè

  5. Un bellissimo racconto,Marta Cristina!PIù ke un racconto di viaggio sembra una favola. Da quanto leggo ,x loro, la Collettività e lo spirito di fratellanza nn sn solo concetti teorici ma …pratica quotidiana.Addirittura gli uomini finiscono x kiamarti DIDI’…Questa spontaneità nel percepire l’altro un fratello in spirito è sorprendente. Lo fanno in…automatico.Sarebbe bello imparare da loro a nn aver paura del prossimo,a coltivare la fiducia verso l ‘Altro a gioire dell’altro.Poche volte ho visto questa saggia e gioiosa arrendevolezza verso l’Altro in quel meraviglioso pezzettino di Madre terra ke si kiama Italia…ma forse parlo solo della mia personale esperienza,limitata forse dai confini della mia città,regione in cui vivo…
    Anna

  6. Ho notato che in Italia questo spirito ha connotazioni un pò più superficiali… le persone sono amichevoli e piace stare in gruppo ma non c’è una grossa fiducia nell’altro ed un’attenzione a quello che l’altro desidera o potrebbe farlo sentire a proprio agio….

  7. Beh, che dire ..viaggiare serve a questo, a comprendere le altre culture, vedere il mondo da un’altro punto di vista e tutto ciò non può che farci crescere, arricchendoci..
    Poi volevo chiederti qualche info, se possibile e se ti va avrei bisogno di un riferimento come quello che hai avuto te in India per questa estate..

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