I sei nemici dello Spirito

ARJUNA E KRISNHALa  Bhagavad Gita, uno dei testi più antichi della cultura indiana e facente parte  a sua volta del Mahabharata, è incentrata sugli insegnamenti di Shri Krishna, un’incarnazione divina scesa sulla terra perchè Yogheswara, Signore dello Yoga, dove per yoga si intende contemporaneamente l’unione dello Spirito con l’Energia cosmica creatrice e le tecniche per raggiungere questo stato che porta all’evoluzione. Glli insegnamenti di Shri Krishna al suo discepolo Arjuna avvengono sul campo di battaglia, che sta a simboleggiare la lotta che avviene dentro di noi per crescere; i nemici da sconfiggere sono appunto sei, a cui corrispondono altrettante qualità, poteri da conquistare.

bambino e lotoLUSSURIA: la continua attenzione sul sesso  ci tiene troppo legati alla sfera più grossolana dell’esistenza, ci rende schiavi dei sensi e del piacere fisico ponendoci anche al di sotto degli animali che utilizzano il sesso solo in alcuni periodi e comunque sempre per lo scopo della conservazione della specie! Ma per lussuria intendo anche l’essere sempre rivolti all’esterno ed in particolare agli oggetti, le cose, la materia in un costante desiderio di possesso. Quando si riesce ad essere innocenti come bambini, saggi come bambini, spontanei come bambini la si è sconfitta ed il sesso diventa qualcosa di naturale e gioioso. Per ottenere uno suardo più pulito ed innocente si può per esempio provare a soffermarsi sui bambini, gli animali e la natura…le sensazioni offerte saranno sicuramente piacevoli e distensive!

COLLERA: nella nostra società l’aggressività ha bel gioco e spesso viene legalizzata ed incentivata, soprattutto nell’economia, con i risultati di squilibri, ingiustizie e forme di autodistruzione che conosciamo. La rabbia andrebbe per prima cosa combattuta tutti i giorni dentro di noi: invece di prevaricare gli altri potremmo rivolgere la collera verso noi stessi ( possiamo trattarci in terza persona e sgridarci, tanto per abbassare un pò di quell’ego, quell’io che vuole dominare e dominarci). La rabbia parte dal fegato, quando questo è sovraccaricato di lavoro va in tilt e ci rende irascibili e pronti a reagire per qualsiasi cosa, per cui può essere controllata anche con uno stile di vita sereno, con attività rilassanti che possano riportare la nostra attenzione verso l’interno. Quando poi l’attenzione riesce a purificarsi diventa assolutamente fonte di creatività, per cui tutto ciò che facciamo assume il carattere dell’estetica e della bellezza più sottile.

AVIDITA’ : il voler sempre accumulare cose indica meschinità, una visione ristretta  al proprio orticello, ma anche una preoccupazione solo per l’aspetto materiale della vita, come se la soddisfazione del possesso o del  “faccio cose , vedo gente” fosse duratura. La mancanza di appagamento invece dovrebbe essere utilizzata come strumento per la ricerca del proprio benessere interiore, della pace….allargandolo, una volta ottenuta a livello personale, a sfere sempre più ampie del mondo esterno. Ci si muove così verso l’evoluzione, propria e della società tutta. Esercizi di generosità ci farebbero scoprire che se ci si occupa degli altri, materialmente e non, non serve pensare sempre a se stessi, i problemi si risolverebbero automaticamente.

Ananda_tandavaATTACCAMENTI : il modo più semplice di confondere l’amore. Si crede di amare se si è attaccati alla persona, se si è  in ansia per lei, se si esprime al meglio l’amore egoistico, l’eros platonico del dare e dell’avere, “io do a te solo se tu dai a me”,  come se ci fossere dei conti da dover far tornare, pieni di aspettative nei confronti dell’altro; “Non mi ami” ( perchè non lo fai come io vorrei ). Questo discorso vale per tutto, dall’idea che ci siamo fatti di noi stessi, alle persone che abbiamo intorno ed è purtroppo spesso alla base dei rapporti di coppia o tra genitori e figli. L’amore dovrebbe essere il più incondizionato possibile per dare la vera gioia, quella senza motivo.

GELOSIA : la gelosia crea una barriera tra noi e gli altri fatta di diffidenza e competizione; vogliamo quello che ha l’altro, o abbiamo paura che ci venga portato via qualcosa; non ci permette di riconoscerci come appartenenti ad un unico essere universale di cui siamo gli organi palpitanti. Come potrebbe una mano essere gelosa dell’altra?

VANITA’:  ci sentiamo migliori rispetto a qualcuno o in qualcosa, ci crogioliamo  di noi stessi quando solo l’umiltà ci dà quel distacco per cui ci osserviamo dall’esterno e riusciamo a rintracciare tutti i comportameneti sbagliati ed i difettacci della nostra personalità. Al fine della crescita a che serve pensare tutto il tempo “io sono così, io ho fatto colà” ? L’umiltà ci permette di non fermarsi ai primi risultati ottenuti, ma di saper riconoscere pregi e difetti, così da analizzare i propri errori, senza sentirsi in colpa, e proseguire guidati al desiderio di cambiare.


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5 pensieri su “I sei nemici dello Spirito

  1. Cara Marta..
    quando sono arrivata a casa di mia madre ad orsara di puglia alcune settimane fà.. ho trovato un libro di mio fratello che parlava della Bhagavad Gita scritto da seguaci del Movimento x la realizzazione del sè….

    così la sera ho iniziato a leggere alcune pagine, per capire e curisare su chi è Shri Krishna…

    Oggi ho letto il tuo articolo è tutto mi è più chiaro!!!
    SAI I libri come sono torici…..e quanti movimenti di pesiero…
    e poi non ti spiegano mia la concretezza di alcuni aspetti fondamentali della nostra vita!!

    Marta ma l’umiltà è legata anche al agnya chakra?

    grazie

  2. Ci sono bellissimi testi che posso suggerirti per “capire di più” la Bhagavad Gita…poi ti dirò. L’umiltà è la qualità fondamentale dell’agnya chakra perchè ci permette di dubitare di noi stessi, delle nostre verità, dei condizionamenti, così da permetterci di abbassare ego e superego…allora i pensieri si diradano e ha inizio…la meditazione!

  3. Anche io, tempo fa, ho iniziato a leggere la “Bhagavad Gita” che ho trovato interessante ma anche difficile da seguire e da comprendere. Mi piacerebbe saperne di più.
    Mi è piaciuto molto questo articolo perchè concreto e pratico.

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