La guerra letta

guerra5Anche se le guerre non sono mai cessate, e quelle in Iraq ed Afghanistan sono state di grande impatto, le abbiamo consciute tutte solo attraverso la televisione e ciò non mi ha permesso di sentirle; le immagini passavano sullo schermo e dopo il primo momento in cui si era toccati a livello emotivo, tutto passava, appunto, senza avere il tempo, nè di suscitare una reazione,una riflessione, nè tantomeno di coinvolgere mente e cuore. Posso aggiungere così un altro argomento alla mia causa contro il mezzo televisivo: tende a renderci assolutamente passivi; un libro infatti ha potuto molto di più.

vonnegut1Ho da poco scoperto un autore che mi ha entusiasmato, KURT VONNEGUT. La guerra è ciò di cui sa e può racccontare meglio; nato negli Stati Uniti, ma di origine tedesca, fu mandato dal suo paese a combattere proprio in Germania dove assistette da prigioniero al bombardamento che rase al suolo Dresda  e lasciò vivi lui e pochi altri.

In “Mattatoio n°5″ questa esperienza viene rivissuta alternando al racconto storico  mattatoio5al fronte  una parte di vita che il suo personaggio trascorre in un mondo altro dopo essere stato pacificamente catturato dagli alieni. Sembra un tema alquanto strano detto così, ma leggendone, si è catapultati in una situazione paradossale,  come è d’altraparte la guerra, una grande illusione dai risultati tragicomici che può portare verso lo straniamento, la perdita di contatto con quella che dovrebbe essere la realtà.

Vonnegut riesce proprio a comunicare come i conflitti siano totalmete estremi da alterare l’uso della ragione come del sentimento, così legati alle contraddizioni dell’animo umano che l’uomo invece di tentare di riequilibrare, superare, sanare queste parti in lotta, le istiga allo scontro.

La realtà è così sfaccettata, le scelte di vita, il bene ed il male, dovrebbero essere individuali, sono cammini lenti, con corsi e ricorsi che pensare di risolvere problemi, imporre soluzioni (ideologie) è un suicidio per l’umanità.

Il protagonista di un altro suo romanzo,“Madre Notte”,  è un americano che in Germania lavora come commediografo e speaker radiofonico per una trasmissione di propaganda nazista. Dopo un pò ci rivela  di essere stato assoldato come spia dagli U.S.A. ma alla fine del conflitto nessuno gli crederà, forse neache lui crede a se stesso, che spesso si era calato con un pò troppa convinzione nel terribile ruolo. La storia non può considerarsi lineare perchè l’animo umano non lo è; anche altri personaggi si riveleranno per quello che non sembrano come una coppia di nazisti che in realtà sono spie russe che hanno aderito alla causa e al regime comunista (forse due ideologie troppo facilmente intercambiabili?).

madre notteAncora altre figure vivono quotidianamente condizioni di rimozione o schizofrenia; c’è un medico ebreo sopravvissuto ad Auschwitz che non vuole più sentir parlare di guerra a tal punto che anche quando si trova davanti lui, Campbell,  nonostante sappia benissimo chi sia, gli dice di levarsi dai piedi! Rimozione totale, nessun istinto alla vendetta ma neanche quello della giustizia, non ha nessuna intenzione di denunciarlo. Un altro giovane israeliano, nato dopo la seconda guerra mondiale, appassionato di storia ed archeologia, si stupisce che Campbell non conosca un re sumero, ma poi, parlando, esordisce con un ” Goebbels chi?”

Per rimanere in tema di snaturamneto  c’è poi la tragica testimonianza di un deportato che ancora non si riesce a spiegare perchè, lui come altri, si offrivano come volontari per portare i prescelti alla camera a gas, rimuoverne i cadaveri per essere a loro volta costretti ad entrare nei forni crematori…ah e racconta anche dellìincontro con un israeliano totalmente convinto della causa hitleriana!…mostri partoriti dalla guerra.

Ma non voglio togliervi il gusto e la curiosità di leggere questo romanzo e questo autore, vi parlo solo di un ultimo episodio dove il nostro eroe si incontra/scontra con un valoroso patriota  americano che vuole affrontarlo per ucciderlo, perchè lui sta dalla parte del bene. Campbell gli dice: “ Ci sono centinaia di buoni motivi per combattere…ma neanche uno per odiare senza riserve, e per credere che Dio Onnipotente sia d’accordo con noi. Dov’è il male? E’ quella parte di ogni uomo che vuole odiare a tutti i costi, che vuole odiare e avere anche Dio dalla sua. E’ quella parte di ogni uomo che trova attraente qualsiasi genere di brutalità. E’ la parte di ogni imbecille che vuole punire, avvilire e gode a fare la guerra.”

La guerra come crimine contro sè stessi.

2 pensieri su “La guerra letta

  1. Grazie per il suggerimento. Mi hai fatto venire voglia di leggere quest’autore, nonostante io non abbia mai avuto voglia di leggere libri sulla guerra, perchè troppo doloroso. Ma mi sembra che questo autore meriti un approfondimento e che l’argomento vada al di là della guerra

  2. Considera che io sono sensibilissima su tutto ciò che ha a che fare con guerra e violenza…non riesco nè a vedere film e pure i libri mi risultano difficili…ma ti assicuro che Vonnegut non racconta mai di scene forti però ne sa parlare di guerra!

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