Il Principio del Maestro e le sue qualità

Shri Sai Baba di Shirdi

Shri Sai Baba di Shirdi

 

Esiste un Principio Primordiale del Maestro che in sanscrito viene chiamato Adi Guru. Adi significa “primordiale”, mentre Guru significa “gravità”. Il principio del maestro risiede in ognuno di noi e può essere risvegliato, manifestando tutte le sue bellissime qualità.
Ora, con gravità non si deve intendere serietà, durezza o scontrosità; essa è intesa come la capacità di rendere dignitosa e maestosa ogni cosa che facciamo. Non è necessario fare qualcosa di particolare per far sì che la nostra gravità si manifesti, essa affiora nel momento in cui noi entriamo in uno stato di testimonianza. Nel silenzio possiamo manifestare la nostra gravità e toccare le profondità del nostro essere. Ma come dicevo essa non può essere raggiunta in modo artificioso, atteggiandosi in un qualche modo.

Ora noi sappiamo che la Madre Terra possiede la gravità: la gravità terrestre, questo effetto magnetico di attrazione, permette a tutti gli esseri di rimanere attaccati alla Terra e di non perdersi nello spazio. Allo stesso modo un vero maestro dovrebbe sviluppare questo magnetismo, questa capacità di attrazione che permette al discepolo/ricercatore di rimanere saldo nella sua ricerca della verità e non deviare verso strade sbagliate; e oltre a questo, anche la capacità di tirar fuori le tante qualtà che il discepolo porta con sé in maniera latente: Il Maestro le attrae e le porta alla luce con maggior forza e velocità rispetto alla Vita stessa.

Gravità significa altresì stabilità, la capacità di rimanere saldi nelle situazioni più difficili. Per esempio, se ci troviamo nel bel mezzo di una crisi, una situazione che sembra di una difficoltà insormontabile, la prima cosa che faremo sarà di cercare il silenzio dentro di noi. E questo silenzio ci renderà forti, perché non è solo il nostro silenzio, ma è il silenzio del cosmo intero. Nel momento in cui entreremo in questa dimensione e saremo connessi al potere cosmico, esso potrà agire per noi.
Se lasceremo che sia la mente a guidarci, allora essa ci porterà da un estremo all’altro, ci farà sentire confusi, impotenti o arrabbiati: cosa potebbe venire mai di buono da un tale stato di disordine e caos interiore?
Se invece, come si verifica un problema, lasciamo che la nostra attenzione si immerga nel silenzio, allora saremo in contatto con il potere onnipervadente.
Quello che spesso non è chiaro è cosa sia questo “potere onnipervadente”: è forse un qualche tipo di energia che galleggia nell’aria? E’ come un fiume? No, niente di tutto questo: è tutta la realtà. Il potere onnipervadente è tutta la realtà ed è estremamente efficiente: esso controlla il funzionamento di tutta la natura dal più piccolo essere all’intero universo senza fallire mai. La mente umana non può comprendere come un da un semino possa venir fuori un enorme albero, come gli elettroni non collassino sul nucleo di un atomo, come un embrione non venga rigettato dal corpo della madre, etc. eppure tutto questo succede ed è perfettamente regolato da questa potere cosmico onnipervadente.
E a noi basta connetterci ad esso per trarne ispirazione.
Di solito noi non lo siamo, perché la nostra mente crea questa separazione e ci fa credere di sapere tutto.
“Tutto quello che so è di non sapere!” questa era la frase che usava ripetere Socrate e partendo da essa cercava le risposte nelle profondità del silenzio.

Un’altra qualità che un vero maestro deve avere è un’infinita compassione, un’infinita capacità di perdono. Consapevole del fatto che “errare è umano”, che senso ha non perdonare gli errori di un essere umano, quando anche noi, come umani, erriamo? Con il perdono, noi risolviamo metà dei nostri problemi (e ci liberiamo dai nostri mal di testa). Con il perdono, possiamo effettivamente entrare in quello stato di testimonianza e di silenzio di cui parlavamo prima. Ci liberiamo infatti dalla causa del “rumore interiore” e il silenzio verrà da sé.

Una volta che avremo toccato le sfere del silenzio e attinto la pura conoscenza dal potere cosmisco, allora la vera, piena qualità del Guru sgorgherà da sè: l’amore puro, il quale fluisce dentro di noi e si diffonde fuori di noi, verso tutti indistintamente. E’ come una luce che ci illumina e illumina anche gli altri. E questo potere esiste dentro di noi, da sempre, nel nostro cuore.
Una espressione d’amore comunemente nota è quella che ci lega ai propri amici o familiari oppure anche verso il lavoro, l’arte, i nostri ideali, etc. E’ un’amore condizionato e limitato, ma che può comunque donarci una certa gioia e soddisfazione. Ci fa capire quanto è importante mantenere una relazione amorevole con altre persone, ma spesso ci porta a manifestare attaccamento, delusione e persino gelosia.
Un’altra espressione d’amore ha un senso più vasto, cosmico, eterno; è un sentimento incondizionato e diffonde verso tutti senza distinzioni; esiste da sé: ci fa gioire e fa gioire gli altri con la sola nostra presenza. E’ come un sole posto nel nostro cuore che illumina tutti a 360 gradi e ci fa sempre sentire gioiosi e sereni. Questo è il tipo di amore cui il maestro dovrebbe mirare per essere completo.

Una cosa molto bella è che nella storia il principio del Maestro Primordiale si è manifestato molte volte in persone che con i loro insegnamenti hanno guidato gli altri esseri umani alla comprensione di questo principio.
Gli aspetti da considerare sono molteplici, ma ognuno di loro ha dato il proprio contributo per permettere a tutti di percorrere la strada giusta per la propria ascesa.

 

3 pensieri su “Il Principio del Maestro e le sue qualità

  1. E’ proprio vero per ritrovare la strada e se stessi in un momento di disattenzione occorre silenzio, meditazione. Solo cosi’il principio del GURU puo’illuminarci e la kundalini ribrillare dentro e fuori di noi.

  2. Il principio del maestro, se risvegliato, ci sostiene in ogni situazione conferendoci il giusto equilibrio per uscirne sempre con dignità e autorevolezza.
    Bello l’articolo…

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