10 domande a Sujata Kenjale, medico Ayurvedico

1-    Come hai scelto di diventare dottore ayurvedico?

Fin da quando ero piccola, tutte le persone della mia famiglia in India praticavano un particolare tipo di Yoga che si chiama Sahaja Yoga. Grazie anche alle tecniche di Sahaja Yoga mi rendevo conto che nella mia famiglia regnava una pace ed un equilibrio psicofisico non comune. Da una parte mi rendevo assolutamente conto che lo Yoga era fondamentale nel creare questo stato di benessere e dall’altra mi incuriosiva sapere come il sistema sottile (Chakra e Nadis elementi fondamentali per comprendere lo Yoga) agisse e potesse avere un effetto così importante anche sul corpo fisico e mentale. Questa curiosità è stata la molla che mi ha fatto pensare di diventare medico. Tra l’altro io ho due fratelli che sono diventati uno medico allopatico e l’altro omeopatico e quindi ho scelto l’Ayurveda. Mi ritengo anche molto fortunata perché al momento di decidere la mia attuale professione ho avuto la grande fortuna di poter chiedere consiglio a Shri Matajai Nirmala Devi che è la fondatrice di Sahaja Yoga. Lei stessa mi ha spronato a imparare Ayurveda spiegandomi che questa è la medicina che di più si avvicina a capire come funziona, il corpo fisico, mentale ed energetico.

2-    Dove e come si potrebbe imparare bene l’ayurveda? Potresti suggerire qualche buon dottore / insegnante / libro ?

Ritengo che la cosa migliore per imparare Ayurveda si andare dove ha avuto origine questa medicina e cioè in India. In India ci sono molte università e istituti privati che possono, in breve tempo, insegnare le basi di questa conoscenza antichissima.

3-    Potresti suggerirci un buon libro per avvicinarci all’ayurveda e cominciare ad utilizzarne la sua saggezza?

I testi fondamentali di Ayurveda sono:
–    Charak Samhita
–    Sushrut Samhita
–    Ashtang Sangrah
Questi sono i testi base e sono stati tradotti in tutte le lingue.

4-    Cosa succede al nostro corpo quando beviamo dell’alcool ? Quali chakra danneggia ?

In Ayurveda l’alcool è chiamato Sura e Madira. Ha tutte le qualità di una sostanza liquida e quindi è unto, soffice, fresco, appiccicoso e lubrificante. In più ha due caratteristiche speciali, Vyavai che è la qualità di penetrare velocemente e Vikasi che e la peculiarità di entrare in ogni cellula del corpo immediatamente e grazie a queste qualità chi assume alcool percepisce quasi immediatamente uno stato di euforia. Questo è dovuto al fatto che la persona entra nel movimento del canale sinistro, aumenta il super ego e tutto questo porta a una temporanea sensazione di benessere. In seguito anche il canale destro è eccessivamente attivato provocando stati di aggressività. Questo movimento energetico ed emotivo continua portando ad uno stato di profonda instabilità e di distacco dalla realtà.
L’organo più danneggiato è sicuramente il fegato che è delegato a filtrare ed eliminare le tossine e l’eccessivo calore (chiamato in Ayurveda Pitta) nel corpo. L’alcool danneggia le qualità e le cellule del fegato e quindi crea un accumulo di tossine e di calore che con il tempo porterà ad un generale mal funzionamento dell’organo stesso. Secondo lo Yoga il fegato è inoltre le sede della nostra attenzione e quindi il sul mal funzionamento porta anche ad avere notevoli difficoltà a concentrarsi ed a mantenere una buona attenzione.

5-    Come cambia il corpo di una persona che pratica la meditazione di Sahaja Yoga?

Secondo Ayurveda Il corpo umano è formato da:
•    7 DHATU: i sette tessuti essenziali – plasma, sangue, muscoli, adipe, ossa, midollo spinale e tessuto riproduttivo;
•    3 MALAS: le scorie – feci, urina e sudore – importanti perché se la loro eliminazione è difettosa possono insorgere malattie;
•    3 DOSHAS: VATA (aria, etere) PITTA (fuoco) e KAPHA (terra, acqua) – gli umori biologici o bioenergia – forze importanti per ogni azione del nostro corpo (nascita, crescita e decadimento).

Ogni Dosha deve rimanere nella sua posizione e quantità all’interno del corpo per avere una buona salute, lo squilibrio porta alla malattia.
Il primo Doshas è Vata (elemento aria), il secondo è Pitta (fuoco), e il terzo è Kapha (acqua e terra). Questi umori si trovano nel corpo in maggiore o minore quantità. L’equilibrio di questi elementi è responsabile della buona salute. Il loro aumento o diminuzione dipende dall’età, dal giorno, dal mese e dalla stagione. Ad esempio nell’infanzia l’elemento Kapha è prevalente. Nella mezza età Pitta predomina e nell’anzianità Vata è il maggiore.
Il primo elemento, Vata (aria), situato principalmente nell’intestino. nelle ossa, nella regione pelvica. Governa principalmente le funzioni nervose e ha origine da ogni movimento dei corpo.
Il secondo elemento, Pitta (fuoco) è situato nell’intestino, nello stomaco, nel fegato. Regola la secrezione degli enzimi e degli ormoni nel corpo, la digestione, la temperatura corporea, la pigmentazione.
Il terzo elemento, Kapha (acqua) è situato principalmente nel cuore, nello stomaco, nella lingua ed è responsabile di una solida natura corporea, della lubrificazione delle articolazioni, della forza.
Questi sono i tre umori del corpo.

Anche la mente ha tre qualità: Sattva, Raja e Tamas (le triguna). In Ayurveda tutte le malattie dipendono dai tre umori e dalle tre guna.
Gli aspetti fino a qui affrontati riguardano il corpo fisico ma noi non siamo solamente questo; per l’Ayurveda una buona salute è data da un equilibrio tra corpo fisico, corpo mentale e corpo sottile o spirituale. Per avere questo non bastano medicine e una giusta alimentazione, ma occorre anche andare in profondità sino alle radici del nostro essere e arrivare all’equilibrio con lo YOGA. YOGA (YUJ) è una parola sanskrita che significa unione dell’energia spirituale che c’è dentro di noi (KUNDALINI) con l’energia cosmica; la Kundalini fa parte del sistema sottile o spirituale insieme ad altri componenti come i tre canali ed i sette chakra, ovvero i sette punti di energia. Il corpo sottile così come il corpo fisico è formato dai cinque elementi.
I tre canali sono molto importanti perché sono i condotti che fanno scorrere l’ energia:
Il canale sinistro (IDA NADI), governato dalla luna, è il canale freddo legato al passato e all’emotività; è caratterizzato dagli elementi acqua e terra (KAPHA). Lo sbilanciamento sul canale sinistro porta a problemi psicologici, quali la depressione e fisici, quali la tendenza a contrarre infezioni.
Il canale destro (PINGALA NADI), governato dal sole, è il canale caldo legato al futuro e all’azione; è caratterizzato dall’elemento fuoco (PITTA). Lo sbilanciamento sul canale destro porta problemi legati al fegato, stress, problemi di attenzione ed infiammazioni.
Il canale centrale (SUSHUMANA NADI), governato dall’elemento aria, è il canale del presente e dell’evoluzione, è un canale molto importante perché dona equilibrio.

L’essere umano nella vita quotidiana oscilla continuamente dal canale destro al canale sinistro muovendo sempre la propria attenzione dal passato al futuro, difficilmente riesce a stare nel presente ovvero nel canale centrale. Questo potere di equilibrio, derivante dal canale centrale, può manifestarsi grazie al risveglio dell’energia Kundalini. Il risveglio della Kundalini è sempre stato un argomento trattato da tutti i testi sacri dell’antichità come un obiettivo molto importante da raggiungere nella vita di un essere umano. Personalmente ho fatto questa esperienza grazie agli insegnamenti di SHRI MATAJI NIRMALA DEVI, perseguendo il suo ideale di dare libertà, pace ed equilibrio all’uomo con la diffusione di insegnamenti molto semplici che si racchiudono nelle tecniche di SAHAJA YOGA. Grazie alle tecniche di SAHAJA YOGA, ed al desiderio della persona che le pratica, si ottiene il risveglio della Kundalini nel canale centrale. La Kundalini, quando si risveglia, pulisce i sette punti di energia (chakra) che incontra lungo il suo percorso, arriva sopra la testa ed equilibra i due canali laterali donando lo stato di YOGA che è lo stato di pace, gioia e consapevolezza senza pensieri.

Abbiamo visto che il corpo sottile, come quello fisico, è caratterizzato dalla presenza dei 5 elementi quindi anche per il corpo sottile possiamo sfruttare l’influenza degli stessi per portare equilibrio. Per esempio per ridurre l’eccesso di freddo del canale sinistro possiamo utilizzare il fuoco mentre per l’eccesso di calore nel canale destro possiamo utilizzare l’elemento acqua, e così via anche per i chakras. Le tecniche sono molteplici ma si basano sempre sullo stesso principio dell’equilibrio fra i 5 elementi.

Anche le qualità della mente (satwa/aria, rajas/fuoco, tama/acqua e terra) sono legate ai tre canali ed anche il nostro equilibrio mentale trae beneficio dal risveglio della Kundalini. Il corpo sottile è la radice del nostro essere e la Kundalini ne è la linfa vitale, il corpo fisico è ciò che si vede all’esterno, quindi quando la radice sta bene sta bene anche la pianta. Concludendo, il risveglio della Kundalini e la pratica di Sahaja Yoga insieme alle regole dell’ayurveda donano equilibrio a livello fisico, mentale e spirituale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per ottenere un benessere totale ci viene donato dalla Natura, basta saperlo riconoscere.

6-    E’ riuscita a integrare le terapie ayurvediche con le tecniche di Sahaja Yoga?

La parola “chiave” che è sempre presente in Ayurveda e nella tecnica dello Yoga è equilibrio. Se l’essere umano riesce a raggiungere questo stato di equilibrio fisico, mentale ed energetico allora godrà di una buona salute e di uno stato di pace e serenità. Ayurveda e lo Yoga cercano di raggiungere questo obiettivo usando diverse tecniche che si posso sempre e comunque intergare in maniera ideale tra di loro.

7-    Quali momenti magici ti ha regalato Sahaja Yoga nel tuo lavoro? Puoi raccontarne qualcuno?

Sicuramente il grande benificio e magia che mi ha donato Sahaja Yoga è quello di ottenere la consapevolezza vibratoria attravesto la quale posso percepire lo stato del mio sistema sottile e quello degli altri. In Ayurveda la tecnica principale che viene usata per effettuare le diagnosi si chiama Nadi Pariksha. Questa tecnica è basata sulla percezione del polso usando l’arteria radiale attraverso la quale si può capire lo stato di salute e l’eventuale squilibrio dei vari Doshas. Oltre a questo, quando devo fare una diagnosi, posso avere grazie alla percezione vibratoria dei vari chakra, una visione sicuramente migliore e definitivamente più completa dello stato di salute. Sahaja Yoga mi ha dato, sotto questo punto di vista, una notevole “marcia in più”!

8-    L’uomo spesso cerca una forma di alimentazione migliore, facendo spesso dei tentativi maldestri (vegetarianesimo,macrobiotica, dieta dissociata, etc etc). Cosa potrebbe insegnarci l’ayurveda a riguardo ? Dopo anni che osservi cosa mangiano gli italiani, quali alimenti pensi dovremmo assumere di più?

La dieta mediterranea è sicuramente una delle dite più antiche equilibrate e sane che esistano. L’Italia è ricca di cereali, frutta, verdura, latticini, carne, pesce etc. Tutti gli alimenti che sono stati donati dalla natura portano equilibrio e saluta, bisogna soltanto conoscere quali sono quelli più adatti alla propria costituzione (prakriti).

«Ann he purnabramha» è un detto antichissimo indiano che significa «il cibo è una forma del divino». È quindi qualcosa di sacro da non considerarsi un semplice piacere del palato, tanto meno un carburante per fare funzionare il nostro organismo, ma uno dei fattori principali capaci di darci equilibrio e benessere. Ogni essere umano ha una diversa prakriti , (costituzione psico-fisica) composta di una differente percentuale dei tre doshas. Può verificarsi che ci sia un doshas predominante oppure che due doshas siano in equilibrio tra loro o infine – situazione ideale che si verifica molto raramente – che i tre doshas siano esattamente in equilibrio tra loro. La prakriti si definisce nel feto materno e si modifica in relazione a diverse variabili come ad esempio la stagione del concepimento, dal cibo mangiato dalla madre e dai fattori ereditari. In generale, più viviamo in armonia con la nostra prakriti e la natura, più equilibriamo i nostri doshas. Per questo motivo è essenziale conoscere la propria costituzione, che è diversa per ognuno di noi e in relazione a ciò, seguire un’alimentazione e uno stile di vita appropriato. E’ quindi difficile dare delle indicazioni di carattere generale, in quanto ognuno dovrebbe seguire una dieta personalizzata. Esistono però delle regole di base che possono andare bene per tutti:
1)    Durante un pasto, il cibo solido deve riempire metà della capacità dello stomaco, un quarto deve essere liquido, e un quarto deve rimanere vuoto per facilitare la digestione;
2)    E’ consigliato mangiare in luoghi puliti, senza fretta, seduti e senza avere distrazioni o stress eccessivi. Ad esempio è vivamente sconsigliato il mangiare guardando la televisione e ancora peggio vedere programmi che possano aumentare agitazione o stress;
3)    Gli alimenti devono essere caldi, e cucinati e assunti almeno nell’arco delle 24 ore;
4)    Un pasto dovrebbe essere composto da alimenti che contengano i sei gusti definiti in Ayurveda, dolce, acido, salato, amaro, piccante e astringente che vengono digeriti in quest’ordine.
5)    Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito in genere ogni quattro ore. Ad esempio colazione alle 8, pranzo alle 12, merenda alle 16 e cena alle 20. Non si dovrebbe mangiare negli intervalli tra i pasti predefiniti per non sovraccaricare il lavoro digestivo per evitare un eccessivo accumulo di tossine che vengono chiamate AMA in Ayurveda.
6)    Mangiare cibi di stagione e sempre e comunque consigliato perché la natura dona al momento giusto i cibi appropriati per portare in equilibrio i Doshas.

9-  Potresti descrivere brevemente le tecniche di PANCHAKARMA? A chi possono servire? Possono essere eseguite da chiunque?



Il Panchkarma  o Shodhan Karma viene usato per liberare il corpo e la mente da ogni tipo di tossicità e squillibrio tra i doshas che possono dare inizio al processo della malattia.Vienne usato per la purificazione e ringiovanimento dell corpo e’ della mente. Il termine Panchakarma è composto di due parole: panch che in sanscrito significa cinque e karma che significa azione.

  • Vamana ( il vomito ) indotto dalle erbe, aiuta a eliminare le tossine dallo stomaco, molto efficace nei disturbi creati dal accumulo di muco (elemento acqua e terra );
  • Virechana ( la purga ) elimina le tossine dall’intestino tenue, agisce su i disturbi legati a fegato, bile, sistema digestivo, purifica l’elemento fuoco;
  • Basti ( i clisteri medicati ) elimina le tossine dal colon, efficace sul sistema nervoso,porta in equilibrio l’elemento aria;
  • Nasya ( l’introduzione dei oli o polveri  medicati  attraverso il naso ) aiuta ad eliminare le tossine accumulate nella zona della testa;
  • Raktamokshana ( l’emodiluizione ) elimina le tossine accumulate nel sangue.

Prima di eseguire i Panchakarma, il corpo è preparato dai trattamenti chiamati Purvakarma che sono:
– Snehana oliezione al corpo interno ed esterno;
– Swedana sudorazione indotta con vari metodi;
tutto accompagnato da dieta che stimola la digestione per eliminare le tossine presenti nel corpo.

Dopo i trattamenti di panchakarma vengono somministrati i preparati a base di erbe per favorire la formazione di tessuti corporei di buona qualità e per  il ringiovanimento di corpo e la mente.
Il Panchakarma è utile  per trattare le malattie rimuovendo l’accumulo delle tossine e portando in equilibrio i Doshas. Anche chi è sano, deve liberarsi delle tossine che si accumulano naturalmente per varie cause.
Il trattamento completo purifica in maniera profonda il corpo eliminando ogni accumulo di tossine, restituisce il normale stato di energia e salute, riequilibra e rafforza il funzionamento dei sistemi corporei e le qualita della mente.
Quindi queste techniche possono essere utili a tutti ma devono essere eseguite da personale competente.

10-  Quale trattamento consiglieresti per purificare ciclicamente (primavera-autunno) il fegato?

Le tossine entrano nel corpo quando siamo esposti a elementi chemici nocivi come, alcool o fumo oppure dal  movimento del nostro intestino, dal cibo e dalle bevande che assumiamo o dall’ aria che resperiamo.

Il fegato rimuove  queste tossine sostanzialmente in 3 modi.
1-    Filtrando il sangue;
2-    Neutralizzando le tossine espellendole fat solubile tramite la bile;
3-    Disgregando le tossine trammite i enzimi.

E’ quindi molto importante avere una dieta che aiuti a fegato in questo delicato, intenso e costante lavoro di pulizia.

Alcuni delgi alimenti consigliati per il fegato sono: cereali, grano integrale, riso, grano saraceno, verdure a foglie verdi, cicoria, cavolfiore, asparagi, broccoli, carciofi, cavolini di bruxell,  lattuga, peperone rosso, aglio, cipolle, fagioli, lenticche,  ceci, mandorle, semi di girasole, noci, semi di sesamo, papaya e kiwi.

Esistono inoltre trattamenti specifici per fegato che si possono fare ogni qualvolta lo ri rtitenga necessario:

1-   Si puo’ bere un bicchiere tepido di decotto fatto con le foglie di ravanello alla mattina a stomaco vuoto per 7 giorni di seguito, si può usare anche il decotto fatto con  tarassaco o cicoria.
2-    Garcinia cambogia (chiamato Kokum ) si trova in forma di i frutti secchi e molto efficace in purificare il fegato. Alla sera si può mettere a bagno 3-4 frutti secchi in un bicchiere con acqua calda. Alla mattina successiva si beve il succo filtrato a stomaco vuoto per dieci giorni di seguito.

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15 pensieri su “10 domande a Sujata Kenjale, medico Ayurvedico

  1. Stupendo articolo,ricco di spunti e suggerimenti davvero interessanti!Grazie Dottoressa e grazie Giorgio.Questo blog e´ sempre una preziosa e varia fonte di approfondimenti.

  2. Come me la ricordo quella Conferenza, ottobre 1996, Grazie ancora Carissima Sujata, dottoressa e madre e mia sorella pure…un abbraccio forte!!

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