Il sufismo come metodo di educazione

Questo interessante articolo è stato recentemente postato dalla mia amica Axinia nel suo fantastico blog; mi ha colpito tantissimo per la saggezza e per certi versi la novità dei suoi contenuti, per cui ho pensato che sarebbe stato utile e bello tradurlo in italiano….

Un brano interessante e molto acuto rivolto non soltanto ai genitori, di Hazrat Inayat Khan.

Non arriva mai troppo presto nella vita di un bambino il momento di ricevere un’educazione. L’anima di un bambino è come una pellicola fotografica che non è mai stata esposta prima e qualsiasi cosa impressioni la pellicola, vi rimane; nient’altro dopo avrà lo stesso effetto. Perciò quando i genitori o gli educatori perdono l’opportunità di lasciare un’impressione sul bambino appena nato, hanno perso la più grande occasione. Nell’educare un bambino la prima regola da ricordare è che una sola persona lo deve fare, non tutti i componenti della famiglia. Si commette un grande errore quando tutti cercano di formare il bambino o di occuparsi di lui, perchè impedisce al piccolo di forgiarsi un carattere. Ognuno esprime la sua influenza ed ogni influenza è diversa dall’altra. Ma ciò che di solito accade è che i genitori non pensano assolutamente all’ educazione nella prima infanzia. Credono che questa sia l’età in cui il figlio è come una bambola, un giocattolo che tutti possono maneggiare e con cui divertirsi. Non credono sia il momento più importante nella vita di un’anima, non pensano che non si ripresenterà ancora un’opportunità del genere per farlo crescere.


E’ il padre o la madre che dovrebbe occuparsi dell’educazione del bambino?  La vita dell’uomo richiede tutta la sua attenzione per il lavoro, la madre è nata con il senso del dovere nei confronti del bambino e quindi ha il diritto per prima di educarlo,  è lei a tenere calmo il bambino nei sui primi giorni di vita perchè lui è parte di lei ed il ritmo dello spirito della madre si accorda con quello del figlio. L’anima che è arrivata dall’alto viene ricevuta, seguita e allevata dalla madre che è quindi il suo migliore amicoSe c’è qualcosa che il padre può fare è di aiutare la madre o chi si occupa del bambino ad educarlo.  Se durante l’infanzia il bambino è stato messo interamente nelle mani del padre, c’è una piccola possibilità che sia venuto su bene, perchè un uomo rimane bambino per tutta la vita; l’aiuto necessario nella vita di un neonato proviene però dalla madre. Tuttavia, più tardi nella vita di un bambino arriva il momento in cui l’influenza del padre è ugualmente indispensabile, ma non nella prima infanzia. Come dicono i Bramini, il primo guru è la madre, il secondo il padre, il terzo il maestro.


Ci sono cinque differenti materie in cui un neonato dovrebbe essere allenato nel primo anno: disciplina, equilibrio, concentrazione, etica e capacità di rilassarsi.

Il miglior modo per insegnare la disciplina al neonato è senza agitazione, senza mostrare arrabbiature o irritazione, bisogna soltanto ripetere un’ azione per fargliela poi fare. Per esempio, il bambino vuole qualcosa che non può avere e l’educatore vorrebbe che giocasse con qualcosa in particolare. Quel giocattolo gli deve essere messo continuamente in mano, e quando lo butta via o piange, dateglielo ancora, anche se non gli interessa più. Ripetendo la stessa azione, porterete il bambino automaticamente a rispondervi ed obbedirvi. E’ sbagliato forzarlo a fare qualcosa quando si vuole ottenere il controllo ed insegnare la disciplina, è la ripetizione che vi darà dei risultati. Bisogna solo avere pazienza; per esempio se il bambino piange perchè vuole qualcosa da mangiare o altro quando non è il momento giusto, bisognerebbe spostare la sua attenzione su qualcos’altro, anche se non la vuole. La cosa migliore è la ripetizione.

L’equilibrio può essere instillato nel bambino riportando il suo ritmo ad una condizione normale.  Quando è troppo eccitato il suo ritmo ed il suo movimento non sono normali; battendo le mani, o muovendo e tamburellando qualcosa, si può riportare il ritmo del bambino sul proprio, questo perchè qualsiasi rumore lo attrae  e può influenzarlo. Per quanto possa essere eccitato, cominciate a produrre un rumore uguale al suo ritmo e poi riportatelo ad una condizione normale. Per esempio se muovete un sonaglio o qualcosa di simile al ritmo del bambino e poi passate ad un ritmo più lento, il bambino si sposterà naturalmente su quel ritmo. L’ eccitazione si placherà, l’intero stato della mente del bambino, la circolazione del sangue, i movimenti, l’espressione, tutto passerà ad una condizione normale.

E ora rigurdo la concentrazione. I giochi di differenti colori, con frutti, fiori, e tutto ciò che attrae un bambino, dovrebbero essere scelti prima, qualsiasi cosa lo attragga di più, e poi si dovrebbe provare e spostare la sua attenzione su qull’oggetto particolare, lasciare che ci giochi, lo guardi e se ne interessi. In questo modo l’educatore può sviluppare nel bambino la capacità di concentrazione, che sarà una delle cose più importanti della sua crescita. Se non si sviluppa questa capacità, sarà molto difficile per il bambino concentrarsi quando crescerà. Oltretutto si rende molto più interessante la sua vita, quando comincia a concentrarsi. Oltretutto è capace di concentrarsi senza saperlo. Dategli qualcosa di bello con cui gli piaccia divertirsi e, se ne è innamorato, se ne è assorbito, il bambino si concentrerà naturalmente su questa cosa. E’ un bene per il bambino, per la sua anima ed il suo corpo, perchè la capacità di concentrazione è il più grande potere.

In relazione all’etica : questa parola importante viene usata qui, ma in realtà il più grande insegnamento etico o morale che si possa apprendere nella vita è l’amicizia che culmina nella generosità: non è mai troppo presto per coltivare il seme della moralità nel bambino. Quando gli date  qualcosa che gli piace, ed amichevolmente, con simpatia e amore gli chiedete di ridarvelo, questo sviluppa il sentimento del dare e allo stesso tempo il senso dell’amicizia. Molto spesso il bambino non è desideroso di dare, questo significa che non è abituato a farlo. Non dovete togliergli niente dalle mani con la forza  ma , ripetendo il vostro desiderio che l’oggetto vi possa essere dato, alla fine ve lo darà ed in questo modo è posta l’essenza del senso della moralità.

Per finire veniamo al riposo. Il bambino può diventare una fonte di problemi per l’educatore o gli altri se non ha imparato a rilassarsi nella maniera corretta, anche se è capace di farlo molto prima di un adulto. Bisogna soltanto dare al bambino un certo ritmo, circondarlo di calma e quiete, tenerlo in una condizione confortevole, sorvolare su qualcosa per dare riposo al suo sistema nervoso, guardarlo negli occhi con simpatia e con il pensiero che deve andare a dormire, produrre con un solo pensiero o sentimento un’atmosfera di pace e riposo. Così si può dare al neonato l’esperienza del relax.

E’ necessario apprender nell’infanzia queste cinque materie. Oltretutto la regolarità dovrebbe essere mantenuta per qualsiasi cosa concerne il bambino. Nel cibo, nel sonno, ci deve essere regolarità perchè la natura ha un suo ritmo. Le quattro stagione vengono con regolarità, così l’alba e d il tramonto, il crescere e calare della luna, mostrano che la natura segue un certo ritmo. Osservando il principio della regolarità con un bambino, si costruiscono le fondamenta per far crescere un’anima con grande successo.

6 pensieri su “Il sufismo come metodo di educazione

  1. Si, è un articolo interessante e utile e molti dei consigli coincidono con quelli dati da Shri Mataji nella raccolta “Sahaja Yoga e i Bambini”.Io ho cercato di seguirli con attenzione nell’educazione di mio figlio. Qui sono più chiari perché elencati, nei discorsi sono sparsi e vanno ricercati tra i vari argomenti trattati.
    P.S. Per Giorgio che non è fisionomista: ci siamo incontrati il giorno del seminario sul Nabhi quando toglievi le pulci a Diana. A presto. Sara

  2. Ciao Sara….se ti va di approfondire e te la cavi con l’inglese, questo era solo un estratto degli scritti sull’educazione di questo sufi…..su internet trovi facilmente la sua opera da scaricare gratuitamente.

  3. Molto interessante, anche a me piacerebbe approfondire, soprattutto ora che è nato il mio secondo figlio e dopo l’esperienza con la prima mi rendo conto di quanto sia importante educare i bimbi ancora piccolissimi. Oggi si tende ad aspettare ad educare i bimbi quando sono più grandi,. Quando sono grandi sono troppo stimolati dall’esterno (tv, sport) ed hanno quindi difficoltà a rilassarsi e spesso si tende a delegare alla scuola la capacità di educare con risultati disastrosi poichè il sistema scuola non è sempre preparato ed evoluto in tal senso. Quindi noi genitori siamo i primi responsabili nell’educazione dei nostri figli ed è per questo che è importante non essere impreparati in tal senso ma imparare noi, prima di tutto, a rilassarci, a concentrarci, ad essere equilibrati, a vivere eticamente e con equilibrio poichè è con l’esempio che si educa

  4. Hazrat Inayat Khan era un’anima realizzata, quest’articolo è una vera meraviglia!
    Consiglio a chi piace la musica ed il suo aspetto sottile il libro “Il misticismo del suono” Ed. Mediterranee.
    Ciao
    Andrea

  5. Questi suggerimenti sono davvero interessanti.
    Vorrei aggiungere però che affinché il figlio sia calmo e concentrato, prima di tutto dovrebbe esserlo la madre (e anche il padre); perché se i genitori sono sempre eccitati, stressati, ecc. allora i figli assorbiranno tutto, volenti o nolenti, e questo condizionerà il loro stato.
    Quindi se i genitori sono sempre eccitati, sarà un vero miracolo che i figli vengano su tranquilli e sereni.

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