Distacco o indifferenza?

Una qualità fondamentale da sviluppare nella nostra crescita spirituale è il distacco. Non nel senso di abbandonare tutto e andare vivere sulle Himalayas; ma un distacco interiore, vero, autentico.
Gli attaccamenti, sia verso le persone che verso le nostre idee, il lavoro, il nostro talento, ecc. ci impediscono di vedere la realtà per quello che è. La nostra visione della realtà è in effetti filtrata, condizionata dai nostri attaccamenti e questo ci priva dell’obiettività e della capacità di risolvere i problemi senza rimanerne coinvolti e – a volte – persino sconvolti.
Gli attaccamenti ci coinvolgono emotivamente, ma anche razionalmente – per esempio nel caso in cui si tratti di ideologie o credenze.

Attaccamenti

Quello che uno cerca di fare per non rimanere coinvolto, in alcuni casi anche per non soffrire, è di trovare il distacco. Ma volte volte quello che succede è che quello che crediamo essere distacco in realtà è indifferenza. Noi sviluppiamo un’attitudine di indifferenza verso quella situazione o persona e crediamo che quello sia distacco.
In realtà non abbiamo fatto altro che chiudere la Porta del Cuore a quell’attaccamento, ma l’attaccamento è sempre là.  Abbiamo semplicemente girato la valvola dall’altra parte, ma il “tubo di connessione”  è sempre attaccato a noi.
Inoltre, l’inconveniente di questa operazione è che a forza di chiudere valvole, il nostro cuore si chiude del tutto e quindi diventiamo duri e insensibili non solo ai sentimenti negativi, ma persino all’amore.

Ecco, per esempio, una persona cui teniamo molto ci fa soffrire e allora la evitiamo per sfuggire alla sofferenza. E in effetti col passare del tempo – lontano dagli occhi lontano dal cuore, come si suol dire – la sofferenza sembra essere svanita.
Però poi, se l’attenzione torna sulla persona o meglio su ciò che di quella persona ci fa soffrire, ecco ci sentiamo ancora delusi o tristi; o peggio ancora non riusciamo a sentire più amore per quella persona.

Cuore bloccato

Ma allora, come riuscire a diventare distaccati senza diventare indifferenti, Senza chiudere il proprio cuore?

Patajali (l’autore degli Yoga Sutra, aforismi sullo yoga) dice:

L’ignoranza è la sorgente di ogni tristezza e infelicità.
L’ignoranza consiste nel confondere ciò che è permanente con ciò che è transitorio; ciò che è puro con ciò che è impuro; la gioia con il dolore e il sé con l’altro da sé.
L’egocentrismo consiste nell’identificare colui che osserva con l’oggetto dell’osservazione.
Il desiderio e l’attaccamento derivano dalla ricerca del piacere.
L’infelicità e il dolore inducono un atteggiamento di rifiuto.
La più sottile di tutte queste afflizioni è l’attaccamento alla vita: anche l’uomo saggio ne è toccato.

Questo che vuol dire? Che noi crediamo importanti cose che in verità non lo sono, perché siamo attaccati a questa vita. Non potendo vedere lo sviluppo della nostra esistenza, come il succedersi di più vite, crediamo che quella cosa o persona siano così importanti che non potremmo farne a meno e quasi l’identifichiamo con la nostra vita stessa. Ma questa è solo ignoranza, non è la Realtà, non è la Verità.

Mondo proitettato in noi
L’Unica  Verità è che noi siamo lo Spirito, il Sé, eterno e immutabile e solo questa identificazione può farci uscire dall’illusione del mondo, può liberarci dalle catene degli attaccamenti.

Nell’Ashtavakra Gita è detto:

‎Dalla stessa luce, questo corpo e l’universo intero appaiono.
Io sono Tutto o Niente.
È meraviglioso aver vinto l’illusione del corpo e del mondo e grazie alle proprie capacità aver avuto visione del Sé Supremo.
Così come le onde, la schiuma e le bolle non differiscono dall’acqua, allo stesso modo l’universo emanato dal Sé non differisce dal Sé.
Se guardi da vicino un panno, vedrai solo i fili che lo compongono; se guardi in profondità la creazione vedrai solo il Sé.

Queste non sono solo speculazioni filosofiche, ma sono una cosa pratica, vitale, è una realtà quotidiana. Questo stato di assoluta, completa realizzazione, il “Paradiso Terrestre” non è una realtà di un altro mondo, di un’altra dimensione, ma una realtà di oggi. È possibile. E noi siamo l’unico ostacolo per questa attuazione, non gli altri.
Non sono “il partner che non mi ama, il figlio che non mi apprezza, il capo che mi obera di lavoro, il mondo che non mi capisce, ecc.” il vero ostacolo per la nostra Realizzazione del Sé; ma siamo noi che proiettiamo noi stessi verso l’esterno piuttosto che verso il nostro vero Sé, o meglio che proiettiamo il mondo illusorio dentro noi stessi andando ad oscurare la percezione del nostro Vero Sé.

5 pensieri su “Distacco o indifferenza?

  1. Nessuno ha detto che è facile arrivarci… il punto è che non è impossibile!
    E’ un processo graduale in cui noi riusciamo a purificare uno alla volta tutti i nostri chakra. Quando i nostri chakra sono bloccati allora è lì che le noste debolezze prendono il sopravvento. Quando sono purificati e forti allora la storia cambia.
    Quindi ti invito a provare e sperimentare da te🙂

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