HOLI: la Festa dei Colori

Come ogni anno, ricorre in India, una festa detta Holi: la Festa dei Colori. Così come noi lanciamo pezzi di carta colorati a carnevale, i coriandoli, gli indiani lanciano direttamente i colori!
Le origini di questa festa sono antiche, ma tutt’oggi nessuno, proprio nessuno rinuncia a parteciparvi: dai bambini ai più anziani, nessuno può sottrarsi dalla coinvolgente ondata di gioia che si diffonde tutt’intorno!
Quest’anno, grande coincidenza, questa festa ricorre proprio l’8 marzo 2012, il giorno della Festa della Donna. Quindi un grosso augurio a tutte le donne di una festa gioiosa e colorata!

Happy Holi

Origini della Festa

Letteralmente Holi significa “bruciare” in lingua indiana e questo nome deriva da un’antica leggenda, in cui questa celebrazione va a segnare il trionfo ultimo del Bene sul Male.
Molto tempo prima dell’Era Cristiana, c’era un re demone di nome Hiranyakashipu nell’antica India. Per vendicare la morte del fratello, anch’egli re, che era stato ucciso dal Signore Vishnu (Vishnu è considerato l’archetipo di Dio come preservatore della creazione, nella tradizione hindu), aveva deciso di diventare il Re del Cielo, della Terra e degli Inferi. Così praticò severe penitenze e preghiere per molti anni al fine da guadagnare abbastanza potere per realizzare i suoi piani di conquista. Succedeva infatti a quei tempi che se una creatura praticasse devote penitenze potesse infine essergli concessa una benedizione da parte di Dio.
E fu così che avvenne per Hiranyakshipu, che guadagnò il potere di essere invincibile agli dei, di non poter essere ucciso né da bestia e né da uomo, né fuori né dentro, né durante la notte o di giorno.
Il demone cominciò a spadroneggiare ovunque, forte del suo potere. Ma nonostante il suo potere, il Divino gli aveva fatto il bel regalo di avere un figlio, Prahlad, che era completamente devoto a Vishnu e non c’era modo che il padre riuscisse a dissuaderlo.
Così, pur di liberarsi di quella che per lui era una disgrazia, decise di far uccidere il figlio. Chiese questo favore alla sorella Holika; siccome, grazie ad una benedizione, ella era immune al fuoco, l’idea era quella che insieme al nipote si sedessero su una pira di fuoco. Solo che avevano dimenticato che la benedizione valeva solo se lei fosse stata sola nel fuoco. Successe quindi che lei morì mentre Prahlad fu protetto da Vishnu e si salvò: è questo evento all’origine della festa che segna la vittoria del Bene, rappresentato dal devoto Pralhad, sul Male, rappresenato da Holika.
In seguito anche il re demone fu ucciso, proprio nell’ennesimo tentativo di uccidere il giusto e retto figlio Prahlad.
La festa quindi origina dalla sconfitta di Holika e la leggenda è rivissuta ogni anno alla vigilia di Holi quando la pira è riaccesa nella forma di falò e rappresenta il fuoco purificatore che brucia via gli spiriti maligni e le negatività.
Ma perché ci si getta colori addosso?
Questo tipo di gioco deriva da un’altra leggenda, riguardante Shri Krishna (che si dice essere una delle incarnazione di Shri Vishnu) e che si è realizzata molto tempo dopo. Benché Krishna avesse regali origini, a causa dello zio usurpatore, si era ritrovato a vivere la sua infanzia in un villaggio, Gokul.
Krishna era un bambino giocherellone e usava fare scherzi a tutti. Uno di questi scherzetti fu proprio quello di lanciare spruzzi d’acqua e colori, da qui la celebrazione di Holi assunse questo aspetto così giocoso.

Shri Krishna e Holi Festival

Significato sottile dell’ Holi Festival

L’aspetto giocoso di questa festa Holi, come già detto, fu introdotto da Shri Krishna.
Prima dell’avvento di Shri Krishna, le festività religiose avevano assunto un tono molto serio e ritualistico e così tutta la religione era diventata molto seria e non si era più in grado di cogliere l’aspetto gioioso e amorevole della spiritualità. E’ per questo motivo che Shri Krishna è venuto sulla Terra per far conoscere questo aspetto del nostro rapporto con il Divino, per farci capire che la vita è come una rappresentazione teatrale di cui siamo attori e spettatori.
Da fanciullo, quando viveva nel villaggio di Gokul, usava fare scherzetti a tutti, persino alla Madre, ma ognuno di quegli scherzi che sembravano solo essere le burle di un bambino, in realtà avevano un senso profondo. Per esempio, quando le Gopi, le fanciulle, si recavano al fiume per prendere l’acqua, poi mettevano i vasi sulla testa e allora lui le forava con un sassolino così che quell’acqua vibrata, scendendo lungo la schiena delle fanciulle, desse loro la realizzazione.

Tipica celebrazione folklorista da film nella seguente video, davvero carina.

3 pensieri su “HOLI: la Festa dei Colori

  1. Nell’occorrenza primaverile di Holi, i nostri predecessori di alcuni millenni fa, quelli ”di tono molto serio e ritualistico”, probabilmente si calavano in meditazione e ben radicati su Madre Terra ad Est miravano sorgere la Luna piena in congiunzione con Spica , Alfa Virginis, perfezione del Dharma, a Sud miravano le acque notturne luminescenti e vivificanti del Gange Celeste (Via Lattea) e lo splendore brillante di Sirio, ad Ovest osservavano gli ultimi bagliori del Sole,appena tramontato e di nuovo in Ariete, Fuoco germinativo. I meravigliosi colori dell’abito cosmico del Virata si riflettevano nelle loro nadi ed i loro timpani risuonavano con le note avvolgenti ed amorevoli del canto del Pranava.
    Altri tempi!
    Di contro gli antichi si sognano l’unico, miracoloso e di valore ben superiore, prodigio dei nostri tempi, la presenza ed i doni di Madre!

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