I Fiori di Edward Bach

 

di Claudia Casetti

 

Spesso nella vita, con scetticismo o convinzione, ci è capitato di utilizzare i Fiori di Bach; le quattro goccine di Resque Remedy sotto la lingua nelle emergenze, fisiche e non, sono il modo più comune di approcciare i Fiori. In realtà la floriterapia di Bach è molto di più. E’ strutturata in 38 singole infusioni naturali, estratte da fiori silvestri, le cui proprietà curative furono scoperte dal medico inglese Edward Bach. I fiori agiscono sugli stati emozionali, ma per comprenderli a fondo come terapia di guarigione, è necessario conoscere e capire chi era colui che ha scoperto le loro proprietà terapeutiche.


Edward Back Edward Bach (1886 – 1936) era un medico, un medico che del suo lavoro ha fatto un’arte , un’ arte nella ricerca della guarigione.

Le sue scoperte sui batteri intestinali rappresentano un contributo importante alla medicina contemporanea. L’approccio con la medicina ortodossa ed i suoi stessi risultati non lo soddisfacevano; l’ obbiettivo delle sue ricerche era trovare una forma di terapia da lui stesso definita “il più possibile dolce,indolore e benigna”.

 

Fu così che nel 1929, all’età di 43 anni e all’apice del suo successo professionale, conosciuto e rispettato da omeopati e allopati, decise di cambiare vita; chiuse il suo laboratorio e studio, distrusse i suoi lavori scientifici, le sue ampolle e i suoi vaccini, salutò i suoi amici e partì per il Galles, terra dei suoi antenati. IL suo intuito lo spingeva a cercare nella natura i rimedi della sua “nuova medicina”.

Per quattro anni Bach visse nei boschi e nella campagne del Galles, dove riuscì a trovare ciò che cercava; l’ attenzione si fermò sui fiori. La sua sensibilità e la capacità di percepire le vibrazioni emanate dalle cose si svilupparono sempre di più, tanto che arrivò a riconoscere le proprietà di un fiore tenendolo semplicemente fra le mani.

Il suo è un “metodo semplice”, proprio come la Natura da cui attingeva per i suoi rimedi. Infatti scriveva: ”noi guardiamo con fiducia alla Natura per tutte le necessità del nostro vivere – cibo, aria, luce, acqua, e così via; non è verosimile che fosse omessa da questo grande schema che provvede a tutto la guarigione dalla nostra malattia e angoscia.” Infatti una verità fondamentale secondo Bach è stata dimenticata: ” le stesse Erbe, messe al servizio della guarigione, il benessere e la calma, il sollievo delle nostre cure e affanni, ci portano più vicini alla Divinità Interiore . Ed è quell’aumento della Divinità Interiore che ci guarisce”.

starofbethlehemLa scelta della semplicità del suo sistema veniva anche dal desiderio di rendere i rimedi utilizzabili da tutti, come lui stesso dichiarava nella Conferenza di Wollingford nel 1936: “ Ci sono fra di noi, in quasi ogni città o paese, alcuni che hanno in minore o maggiore grado il desiderio di essere capaci di aiutare nella malattia, di essere abili nell’alleviare la sofferenza e guarire il malato; solamente le circostanze hanno impedito che diventassero medici o infermieri, e così costoro non hanno sentito di essere capaci di realizzare il loro desiderio o missione. Queste stesse erbe pongono nelle loro mani la forza di guarire le loro stesse famiglie, gli amici e tutti quelli intorno.”

Anche perché secondo Bach: “la guarigione deve venire all’interno di noi stessi, dalla conoscenza e dalla correzione dei nostri difetti attraverso lo sviluppo della virtù opposta e dall’armonizzazione del nostro essere con il Piano Divino…nella sua essenza la malattia è il risultato di un conflitto tra Spirito e Mente e non sarà mai sradicata senza uno ricerca spirituale e mentale… nel corpo fisico la malattia è il risultato della resistenza della personalità all’anima.”

l'innocenza dei fioriIn un discorso tratto da una conferenza del 1931 spiega in modo sublime come questi rimedi agiscano: “ L’azione di questi rimedi è di risvegliare la nostre vibrazioni e di aprire i nostri canali per ricevere il nostro Sé Spirituale, per pervadere la nostra natura con la particolare virtù di cui abbiamo bisogno, e di purgarci dal difetto che causa il male. Essi sono in grado, come la bella musica, o qualsiasi cosa che gloriosamente elevandoci ci dia l’ispirazione, di innalzare la nostra vera natura, e portarci più vicini alla nostra anima; e tramite quell’azione autentica, recarci pace e alleviare le nostre sofferenze. Essi curano, non attaccando la malattia, ma pervadendo il nostro corpo con le stupende vibrazioni della nostra natura più alta, alla cui presenza la malattia si scioglie come la neve alla luce del sole. Deve essere allontanato il pensiero che il miglioramento possa essere pagato oro. La salute, come la vita, è di origine Divina e può essere ottenuta solamente con strumenti Divini”.

 

Questo era Edward Bach. La sua è stata una vita ricca di mutamenti; non che non riuscisse a fermarsi, ma non accettava di adagiarsi su verità date per scontate. Era alla ricerca di una comprensione sempre più profonda.

Sua questa poesia…

Fiori e Vibrazioni

 

Il piccolo cane nero

 

Mi chiedo se Cristo avesse un piccolo cane nero

tutto riccioluto e lanoso come il mio

con due lunghe e seriche orecchie,

un naso umido e rotondo

e due teneri occhi marroni scintillanti.

 

Sono sicuro, se lo avesse avuto,

che quel piccolo cane nero

avrebbe saputo sin dal primo istante che Egli era Dio;

che non avrebbe mai avuto bisogno

di alcuna prova della Divinità del Cristo,

ma che avrebbe semplicemente venerato

il suolo su cui Lui fosse passato.

Ho paura che non lo avesse, perchè ho letto

come Egli pregasse nell’orto, da solo;

poichè tutti i suoi amici erano scappati

persino Pietro, quello detto “una roccia”.

 

E, oh, sono sicuro che quel piccolo cane nero,

con un cuore tanto tenero e caldo,

non lo avrebbe mai lasciato soffrire da solo,

ma,spuntandogli sotto al braccio,

avrebbe leccato le varie dita, strette nell’agonia

e, aspettandosi qualche coccola, ma, incerto,

quando egli fu portato via, gli avrebbe trottato dietro

seguendolo fin su la Croce.

 

 

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6 pensieri su “I Fiori di Edward Bach

  1. Perchè pensare che la medicina debba avere a che fare solo con laboratori, sostanze sintetiche ed il lavoro instancabile della mente?….forse abbiamo eretto un piedistallo per questa mente che è solo un castello di carta…ma siamo pronti ad accettare una qualsiasi verità che possa metterla in discussione?

  2. qui c’è un estratto su quello che per Bach sarà l’ospedale del futuro:
    “Sarà un santuario di pace, speranza e gioia. Nessuna fretta, nessun rumore, totalmente privo di tutti gli apparati terrificanti e le apparecchiature di oggi, libero dal cattivo odore degli antisettici e anestetici, privo di ogni cosa che evochi malattia e sofferenza. Non ci sarà alcun rilievo frequente della temperatura che disturbi il riposo del paziente, nessuna verifica giornaliera con stetoscopi e prelievi per imprimere nella mente del paziente la natura della sua malattia. Nessun costante interessamento al polso che richiami alla mente che il cuore sta battendo troppo rapidamente .Poiché tutte queste pratiche sopprimono l’autentica atmosfera di pace e calma che è così necessaria al paziente per ottenere velocemente la sua guarigione. Né ci sarà alcun bisogno di laboratori, perché il minuto e microscopico esame del dettaglio non importerà più quando si sia pienamente compreso che è il paziente ad essere curato e non la malattia. L’obbiettivo di tutte le istituzioni sarà di avere un’atmosfera di pace, di speranza, di gioia e di fiducia. Ogni cosa sarà fatta per incoraggiare il paziente a dimenticare la sua malattia, per sforzarsi di raggiungere la salute, e nello stesso tempo per correggere qualsiasi difetto nel suo carattere, e giungere ad una comprensione della lezione che si deve imparare.”

    mi fa venire in mente l’ospedale di Vashi che cura con i metodi di Sahaja Yoga !

  3. Non sarebbe male se ci fosse anche un po’ di varietà di colore.
    Il liceo che frequentai era un edificio grigio e brutto: sembrava proprio una prigione!!!!
    (Per questo che poi uno si sente depresso e non vuole andare a scuola!!!)
    Un anno, durante un’autogestione, ricoprimmo le pareti interne ed esterne di murales coloratissimi. Che gioia! Non solo per i colori, ma per il fatto di essere stati noi a realizzarli.
    Ma dopo poco tempo, che tristezza, hanno ridipinto le pareti di grigio….

  4. Una volta li ho provati i fiori di Bach e ho sentito che funzionavano dento me. grazie Marta, e’ proprio interessante leggere che Bach era un ricercatore e la sua poesia e’ cosi dolce. Lui era come guru di se stesso!

  5. Cara Roberta…l’esperta naturopata qui è Claudia…è lei che ha scritto l’articolo…anzi spero che presto continui a condividere con noi i suoi studi….la medicina deve cambiare….i disturbi che io ho avuto sono riuscita a curarli solo con l’omeopatia e sahaj yoga!

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