Chi sono?

Il Sistema sottile disegnato da una bambina realizzata

La realtà quotidiana cambia in base a come noi decidiamo di scendere dal letto, ogni mattina.
Vogliamo inziare la colazione imbronciati, quasi maledicendo di essere vivi, di vedere sorgere il sole.

Ricordo cosa mi diceva un compagno all’università nelle brevi pause in cui si discorreva sui massimi sistemi. Io, come accadeva spesso in passato, mi lamentavo delle difficoltà di convivere quotidianamente con gli umori di mia sorella.
E lui per placare le mie inquiete lamentele, mi indusse al silenzio con estrema semplicità e brevità, -pur non essendo un saggio sufi – dicendomi queste parole: “ogni mattina abbiamo due alternative, essere arrabbiati o gioire“.
Quell’ episodio banale è rimasto impresso tra i miei ricordi e lo rievoco ogni qual volta il mio ego vorrebbe reagire ad ogni accadimento banale ma pur sempre quotidiano.
Ogni giorno possiamo decidere di sbraitare contro i nostri genitori perché vogliamo uscire tutte le sere, essere arrabbiati con noi stessi perché abbiamo scelto il fidanzato sbagliato, urlare fin tanto da non avere più voce.
Ma tutto ciò che senso ha?
Il nostro essere più profondo quale giovamento ha tratto da questo stile quotidiano?
Forse non sappiamo gioire di noi stessi, forse siamo vivi ma non siamo consapevoli di questa vita che abbiamo.
È più facile essere arrabbiati con tutti, anzi soprattutto con il nostro coordinatore a lavoro, che crede di incarnare la perfezione. O è più conveniente apprezzare, o meglio perdonare tutti quegli eventi, persone che ci provocano un po’ di astio.
Ancora mi sto chiedendo se la vita ha un senso. Come scrive Vasco Rossi nel suo profondo pentagramma, anche io voglio trovare un senso a questa vita. Ma mentre lui si è arreso cantando “anche se questa vita un senso non c’è l’ha”, io continuo ad essere una ricercatrice.
Pensandoci bene, la vita ha sicuramente un senso manageriale qualora siamo un buon funzionario e trascorriamo l’intero giorno ad accumulare capitale per avere almeno tre appartamenti.

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Ma poter apprezzare almeno per un’ ora del nostro giorno, i piccoli gesti e la fragranza della madre terra possono farci capire l’essenza più profonda della realtà quotidiana.
Sempre nascosti dietro le nostre maschere di egoismo, resteremo inermi per cent’anni e forse anche di più, solo e sempre a cercare gli ultimi pantaloni alla moda e l’ultima automobile da acquistare.
Ora per non perdermi in fanatici filosofismi che lasciano il tempo di una lettura e per non passare l’intera mattinata a parlare solo con me stessa concludo.
Dal giorno che ho iniziato a desiderare di parlare con il mio essere più sottile accompagno ogni nuova alba e tramonto con delle brevi domande.
Questo risveglio in me ha fatto si che all’ alba e al tramonto alcune domande possano accompagnare il mio viaggiare quotidiano.
Il dì inizia con un dono a me stessa. Si, proprio a me medesima.
Ogni sera il mio essere invoca come una preghiera brevi domande:

Chi sono?
Da dove vengo?
Dove voglio andare?

Cosi si conclude la lettera che ogni giorno mi scrivo la sera o all’alba prima di dormire.

Silvana Zullo

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3 pensieri su “Chi sono?

  1. Bellissimo articolo, mi commuove sempre osservare le anime che aspirano a quella pace interiore che è così facile da trovare ,ma così difficile da mantenere nella nostra tribolata esistenza. L’anelito alla gioia è insito naturalmente in ognuno di noi, ma solo le grandi anime riescono a mantenerlo inalterato nel tempo e soprattutto ad amare e perdonare quotidianamente il nostro prossimo. La nostra condizione umana ci porta a delle grandi cadute e risalite di consapevolezza e in questo altalenare la vera essenza resta la nostra spiritualità.
    Un saluto

  2. Grazie per avermi dato ancora una volta la possibiità di pensare al senso che possiamo dare alla nostra vita!
    Questo senso spesso ci sfugge perchè va tanto aldilà delle nostre prospettive quotidiane però anche a me piace pensare al Dio che ci ha dato la vita e al quale sta tanto a cuore. Lui stesso ci dice attraverso suo Figlio: ” Non abbiate paura! Voi siete più importanti di tutti i passeri del cielo e i vostri capelli sono tutti contati!”.
    La vita può avere un senso infinitamente grande quando non abbiamo paura delle nostre paure ed usciamo da noi stessi per incontrare gli altri pensando che quel Dio (che ogni cultura chiama in modo diverso) non ci abbandona mai ma ci dona la forza necessaria per ogni grande e piccola impresa della vita!
    Ciao

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