Uova di Pasqua

Uova di PasquaLa Pasqua è una festività un po’ particolare, perché da una parte si celebra un evento molto triste e dall’altra un evento glorioso. La Pasqua ci ricorda il momento in cui Gesù Cristo fu condannato e crocefisso, ma anche il momento della Sua resurrezione, in cui Gesù mostra al mondo che la morte in verità non esiste.
Gesù ci ha detto che dobbiamo rinascere e questo concetto della rinascita era già stato preannunciato seimila anni fa da Shri Krishna. 
Ma che significa in effetti rinascere?

Innnocentemente Nicodemo rispose: “Che dobbiamo ritornare nel grembo di nostra Madre?”, perché lui, come i suoi contemporanei, riusciva a comprendere solo ciò che riusciva a vedere. E’ per questo che Gesù comunicava con i suoi discepoli usando le parabole, degli esempi pratici che permettessero loro di comprendere la Sua parola in modo immediato.
Da allora si sono fatti molti passi avanti nell’evoluzione umana e adesso il nostro livello di comprensione del mondo spirituale si è fatto più profondo. Per cui quando leggiamo le Sue parole “Ciò che nasce dalla carne è carne, ma ciò che nasce dallo Spirito è lo Spirito”, già abbiamo una comprensione più chiara del loro significato.
Ma possiamo anche andare oltre e permettere che i Suoi insegnamenti si realizzino pienamente in noi.

 

Resurrezione del Cristo di William Blake

Resurrezione del Cristo di William Blake

Gesù disse che dobbiamo “rinascere” e lo ha dimostrato proprio con la Sua vita. Ha dimostrato che la vita non è data dal corpo, ma è lo Spirito la vera fonte di Vita.
Noi viviamo nell’illusione offertaci dalla materia, ovvero siamo completamente identificati con il nostro corpo, i nostri pensieri, le nostre ambizioni, i nostri ricordi e questa illusione ci impedisce di percepire il nostro Spirito: se la nostra attenzione è completamente orientata verso l’esterno, come potremmo mai realizzare ciò che è dentro di noi?
E’ per questo che Gesù ha detto che dobbiamo rinascere, ovvero dobbiamo permettere al nostro Spirito di manifestarsi pienamente dentro di noi.

Ma qual è il maggior ostacolo per la nostra realizzazione del nostro Spirito, del nostro Sé?
Noi dobbiamo immaginare che il nostro Spirito risiede nel nostro cuore, proprio là. A livello sottile, ovvero a livello energetico, se il chakra del cuore (chiamato Anahat) è puro e perfettamente a posto, esiste una connessione diretta fra questo chakra e il chakra sito nella nostra testa (Agnya chakra) , quello che si occupa delle funzioni cerebrali.
Però, quando il nostro ego e i nostri condizionamenti crescono a dismisura, diventano i padroni della nostra mente e quindi della nostra attenzione e infine la connessione con il nostro cuore si interrompe.
La qualità dell’Agnya che permette di alleggerirlo dall’ego e dai condizionamenti è proprio quella del perdono, di cui abbiamo parlato in vari articoli e, guarda un po’, è proprio la qualità di cui ha tanto parlato Gesù.
E’ chiaro ora perché Lui avesse parlato così tanto del perdono. Noi lo diamo per scontato, ma bisogna ricordare che a quel tempo il perdono non era un’attitudine così diffusa, anzi vigeva proprio la legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente!
Se poi diamo un’occhiata alla conformazione dell’Agnya chakra, posto in corrispondenza del chiasma ottico, noteremo un’altra cosa interessante, ovvero che a quel livello i nostri canali energetici (il canale solare a destra e quello lunare a sinistra) si incrociano, formano una croce. E’ stato verificato scientificamente che esiste un controllo incrociato da parte del cervello. E questa è una coincidenza davvero interessante!

Agnya chakra

Agnya chakra

Riassumendo: la qualità dell’Agnya chakra è il perdono, di cui Gesù Cristo è stato il primo a parlare così diffusamente, e il suo simbolo è la croce. Quindi possiamo dire che Gesù ha segnato una tappa molto importante nella storia dell’evoluzione umana, perché ha permesso la purificazione dell’Agnya chakra a livello cosmico, sia attraverso i Suoi insegnamenti che attraverso la Sua stessa vita.
L’Agnya chakra è il sesto, mentre il settimo è il Sahasrara, il chakra dello yoga, ovvero il chakra che ci consente di realizzare l’unione con il tutto. Quindi per poter raggiungere il settimo chakra, o settimo cielo, è importante prima di tutto superare l’Agnya chakra, la famosa porta stretta di cui ha parlato Gesù.

Ma nella ricorrenza della Pasqua, c’è un altro simbolo interessante: l’uovo.
A questo punto sembra quasi scontato trovarne il significato: la seconda nascita! Il pulcino prima vive racchiuso nell’uovo e quando alla fine è pronto, rompe il guscio e viene al mondo.
E questo è proprio ciò che avviene dentro di noi.
Nel nostro caso il guscio è rappresentato dalla nostra mente, dalla somma dell’ego e dei condizionamenti che completamente ci prendono l’attenzione e creano l’illusione che è reale ciò che è irreale.
Poi ad un certo punto, quando otteniamo la realizzazione del Sé, allora piano piano il nostro Spirito si mette a “beccare” su quel guscio, facendosi spazio fra un pensiero, mentre l’ego ingannatore comincia a sfaldarsi e a perdere il suo potere sulla nostra attenzione. Sempre più le nostre idee saranno illuminate dallo Spirito, guidandoci solo verso ciò che ci fa stare bene e che ci dà gioia, perché l’essenza dello Spirito è proprio la gioia assoluta.
Quando poi la manifestazione dello Spirito sarà completa, noi vivremo in uno stato di completa beatitudine sempre. E questo è il senso di rinascere nello Spirito.

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4 pensieri su “Uova di Pasqua

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