Mahashivaratri: la festa del nostro Spirito

Si narra che dopo che la creazione fu completata, Shri Parvati chiese al Suo sposo, il Signore Shiva, quali rituali gradisse in onore dell’impresa. Egli replicò che la tredicesima notte della nuova luna, durante il mese di Maagha, è il Suo giorno preferito. Shri Parvati ripetè queste parole alle Sue amiche e in breve questa conoscenza si diffuse in tutta la creazione.” 

Tandava: la danza delle Deità

Le Deità danzanti ricordano l'armonia dei nostri chakra al passaggio della Kundalini

Seguendo la tradizione, proprio oggi 12 febbraio cade il giorno favorito da Shiva e celebrato come Mahashivaratri.
Abbiamo visto in un precedente articolo che lo Shiva Tattwa (il principio di Shiva) corrisponde al Sé universale  che si riflette dentro di noi nel nostro Sé, cioè il nostro Spirito (in sanscrito Atma).
Un’interessante coincidenza è che oggi è venerdì, giorno della settimana che corrisponde proprio al cuore, e che è 12 (anche nell’anno sono presenti i numeri 1 e 2) che a livello sottile corrisponde al numero degli aspetti del chakra del Cuore (Anahat). Inoltre, per chi vive a Roma, un’altra interessante coincidenza è che proprio oggi c’è stata un’abbondante nevicata: la neve è proprio uno dei simboli di Shri Shiva! La neve ci ricorda la purezza per il suo candore, ma anche il silenzio.
Quando noi parliamo di realizzazione del Sè, ci riferiamo al risveglio del nostro Spirito e alla manifestazione di esso e tutte le sue belliessime qualità. Riscopriamo in noi l’amore puro ed incondizionato, la gioia imperitura, il senso di sicurezza e il coraggio, la fiducia in noi stessi e negli altri, la serenità e la conoscenza profonda del nostro essere. 

Nel nostro cuore possiamo trovare la serenità e il silenzio.
Proviamo a cercare questo silenzio ora, in questo giorno auspichevole, proviamo a liberarci per alcuni minuti dallo stordimento di una miriade di pensieri che sballottolano la nostra attenzione un po’ di qua e un po’ di là, senza darci un attimo di tregua.
E’ solo questione di considerare per un attimo che la cosa più importante della nostra vita si trova molto semplicemente dentro di noi, nel nostro cuore; portiamo la mano sul cuore e ascoltiamo i suoi battiti con tutta la nostra attenzione e, quando la nostra attenzione si alleggerisce del fardello della mente, abbandoniamoci al silenzio. Possiamo tenere gli occhi chiusi o posare lo sguardo sulla foto del monte Kailash, dove si dice dimora il Signore Shiva. Le vette eternamente innevate ricordano il candore del nostro cuore e la gioia silenziosa e omnipervadente del nostro Sé: cerchiamola dentro di noi. 

Monte Kailash 

Atma (o Nirvana) Shatakam è uno dei rari stotram (cantici in lingua sanscrita) composti dal santo indiano Adi Shankaracharya. In questo bellissimo stotra Adi Shankara (Shankara è peraltro uno dei nomi di Shiva e significa “dispensatore di benevolenza, auspichevolezza e pace”) identifica sé stesso con il Signore Shiva, affermando di non essere la mente, nè il corpo, nè l’intelligenza, nessuna delle componenti della nostra vita, ma solo l’eterno e immutabile Sé.
Esso dice: 

Né la mente, né l’intelletto, né l’ego, né il pensiero,
Non le orecchie, non la lingua, non il naso, non gli occhi,
Nè l’etere, non la terra, non il fuoco, non il vento,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
 

Non l’energia della vita, non i cinque soffi vitali,
Non i sette elementi del corpo, né i suoi cinque involucri,
Né gli organi di purificazione, non il parlare, le mani o i piedi,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
 

Né disprezzo o compiacimento, attaccamento o avidità,
Nessun orgoglio o gelosia,
Nessun dovere, né ricchezza, desiderio, né liberazione,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
 

Né virtù o vizio, né piacere o dolore,
Né luogo sacro, mantra, Vedas* e nemmeno Havan**
Non il mangiatore, non il cibo, non il godimento del mangiare,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
 

Né la paura di morire, né la distinzione fra caste,
Non il padre, non la madre, nemmeno nascita ho io,
Non il discepolo, non il maestro, non il fratello, non l’amico,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva.
 

Io sono senza dubbio, io esisto senza forma,
Onnipervadente sono io, io do vita ai miei sensi,
Eterno, immutabile, nè libero nè attaccato,
Eterna beatitudine e consapevolezza sono io, io sono Shiva, io sono Shiva
.
 

*Vedas = scritture sacre indiane
**Havan = fuoco sacro 

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2 pensieri su “Mahashivaratri: la festa del nostro Spirito

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